Il sindaco: accertare subito i fatti. Una petizione in commissione urbanistica. Il Pdl: ora attenzione al Poggetto Pronto il rapporto dei vigili. E una falda si muove sotto tutta la collina I vigili del nucleo edilizia stanno preparando un rapporto sulla frana di venerdì notte a San Gaggio. E domani sarà consegnato in procura. San Gaggio, arriva in procura il rapporto dei vigili sulla frana Domani le carte ai magistrati. Renzi: «Accertare cosa è successo» La frana di San Gaggio è sotto l'attenzione del nucleo edilizia della polizia municipale. Gli agenti e gli ispettori del Comune stanno preparando, e hanno quasi pronta, la relazione che verrà inviata, forse già lunedì, alla Procura. Conterrà la ricostruzione del progetto, i rilievi fatti sul campo ma anche la segnalazione dei problemi che, secondo l'azienda costruttrice, sono nati dalla realizzazione di un canale di scolo a monte del cantiere franato. Un elemento finora non emerso: anche questo sarà posto all'attenzione del pubblico ministero. «Stiamo lavorando sugli accertamenti », si limita a dire il comandante della polizia municipale, Massimo Ancillotti. Ma è chiaro che è alta l'attenzione, per capire come sia stato possibile che dopo i lavori su una zona considerata non a rischio frana, anche se fragile e delicata, si sia potuti arrivare a un cedimento di queste proporzioni. Il cantiere è ancora aperto, subito dopo i sopralluoghi sono partiti i lavori per la messa in sicurezza. Ora, bisognerà attendere per capire come intenderanno muoversi i magistrati, se gli elementi raccolti dalla polizia municipale saranno considerati esaustivi o se invece c'è bisogno di integrazioni. «Attenderemo le loro decisioni e le eseguiremo», risponde diplomatico il comandante Ancillotti. Anche il Genio civile ha fatto già una prima verifica. Non pare che ci siano questioni di competenza della normativa regionale sotto osservazione, cioè problemi statici e delle caratteristiche della collina, ma forse altre legate alla cantierizzazione. Un ulteriore sopralluogo verrà fatto domani. La frana è lunga 50 metri, e ha portato in avanti di due metri la barriera di pali che doveva bloccare il terreno. Da tempo, però, i residenti avevano protestato contro il progetto. E la consigliera di Unaltracittà, Ornella De Zordo, ricorda che era arrivata anche allo sportello Sos territorio istituito presso il loro gruppo. «A Poggio Imperiale frana mezza collina dice De Zordo dove imponenti scavi in zona instabile dovevano preparare la costruzione di una quindicina di appartamenti e un parcheggio interrato. Da mesi i cittadini avevano segnalato l'incongruenza di un intervento che devasta un angolo bellissimo di Firenze, naturalmente inascoltati. Ora la loro segnalazione è depositata presso la commissione urbanistica, che dovrà occuparsene con la massima sollecitudine, verificando i presupposti stessi di ammissibilità di un progetto che già ha provocato un disastro». La presidente della commissione, Elisabetta Meucci, si dichiara subito disponibile a far lavorare i consiglieri anche su questa vicenda ma rimane un po' stupita dalla richiesta della sua collega: «Chiedo alla consigliera De Zordo cosa intenda: se è un progetto già concluso, già approvato, possono e devono intervenire gli assessorati competenti. È l'assessorato, meglio il dirigente che segue i lavori, che dovrà verificare adesso gli atti. Siamo comunque a disposizione per qualunque verifica: basta che rientri nelle nostre competenze». «Faremo tutto il possibile per accertare i fatti», è la risposta che arriva dal sindaco Matteo Renzi. Che potrebbe incontrare, nelle prossime settimane, i residenti che hanno protestato per la realizzazione dell'intervento. C'è chi invece prende spunto da San Gaggio per parlare di altri interventi in altre zone della città. È la consigliera del Pdl Bianca Maria Giocoli. «Quanto successo al Poggio Imperiale ci fa preoccupare in vista della definitiva approvazione lunedì in consiglio comunale della delibera riguardante l'annosa vicenda Prestige immobiliare al Poggetto». Cioè il progetto che chiude il contenzioso legale tra il curatore fallimentare della Poggetto Prestige e il Comune, consentendo di concludere i lavori del grande intervento urbanistico interrotto più di 15 anni fa. E secondo Giocoli «i rilievi sullo stato della falda su cui si basa la delibera di approvazione che andrà in consiglio lunedì, sono come si dice nelle osservazioni "basati su carte ormai datate", risalenti infatti al 1999». Sulla frana a Poggio Imperiale, interviene anche Italia Nostra, che si era occupata anche di un altro intervento, sull'altro lato della collina. «La cosa grave è che la commissione paesaggistica che approva questi progetti è solo quella del Comune: occorre che invece siano coinvolti, come una volta, tecnici non di parte e della sovrintendenza. Non è possibile che la tutela paesaggistica sia fatta solo dall'amministrazione comunale». Marzio Fatucchi