PRATO Gli ambientalisti non hanno dubbi: la fattoria di Lorenzo il Magnifico rischia di essere distrutta, cancellata per sempre da una sessantina di miniappartamenti con vista su uno dei parchi più belli della Toscana, quello delle Cascine di Tavola alla periferia sud di Prato. Un polmone verde di 200 ettari, diviso dal torrente Ombrone, nel quale si trova anche la Villa Medicea progettata dal Sangallo e voluta insieme al resto del complesso da Lorenzo de' Medici. Italia Nostra e Wwf parlano di un progetto choc che, se approvato definitivamente (manca solo l'ok della commissione edilizia) stravolgerebbe il complesso quattrocentesco e annunciano ricorsi: «Stiamo studiando la situazione anche dal punto di vista legale dichiara Gaia Pallottino, segretaria generale di Italia Nostra e tenteremo di bloccare i lavori». La cascina, 10 ettari, è di proprietà di Agrifina, società veneta che l'ha acquistata una ventina di anni fa e ha presentato il piano di recupero (con appartamenti annessi) approvato da Comune e sovrintendenza. Altre due società private hanno comprato gran parte del parco: la società Montemorello Srl è proprietaria del campo da golf Le Pavoniere (circa 94 ettari) e La Cascina Srl si è aggiudicata altri 84 ettari. Comune di Prato e sovrintendenza difendono l'iter procedurale «assolutamente nelle regole» e con esso le scelte di un progetto definito di recupero contro il degrado della struttura. «Il Comune non ha i soldi per acquistare il complesso e per mantenerlo spiega il neo sindaco Marco Romagnoli . Tutta la vicenda è stata gestita nel rispetto delle norme. Il progetto? Anche gli esperti della sovrintendenza, come i nostri tecnici, hanno espresso parere favorevole: perché dubitare?». Eppure le sicurezze sulla ristrutturazione-costruzione iniziano a vacillare. Ieri mattina Fiorella Facchinetti, un funzionario della sovrintendenza, ha partecipato a una nuova riunione della Commissione edilizia di Prato e si parla di un altro rinvio. Dice Paola Grifoni, sovrintendente ai monumenti di Firenze, Prato e Pistola: «Abbiamo seguito passo dopo passo il progetto e lo abbiamo ritenuto compatibile. Ma nulla vieta di apportare eventuali modifiche se ce ne sarà bisogno». Preoccupato, anzi preoccupa-tissimo, come dice lui, invece è Antonio Paolucci, direttore regionale ai Beni e alle attività culturali della Toscana: «Una pressione abitativa di questo genere, all'interno di una struttura quattrocentesca, non mi fa dormire sonni tranquilli. Non conosco il progetto nei dettagli, ma mi sembra una contrazione voler valorizzare e tutelare un bene artistico gettando cemento per costruire appartamenti. Insomma, temo che i rischi espressi da Italia Nostra siano reali». La cascina medicea ha una pianta quadrangolare. Come quasi tutte le residenze del quattrocento ha una corte circondata da un fossato di acqua e da mura con quattro torrette. Sui tre lati della fattoria si trovano le stalle e i laboratori dove anticamente si producevano formaggio e burro. A due passi c'è anche un laghetto per abbeverare il bestiame. «Tutto questo rischia di essere deturpato per sempre», denuncia Franco Di Martino di Legambiente. L'intervento IL CASO Secondo le associazioni ambientaliste la fattoria quattrocentesca che fu di Lorenzo il Magnifico, 200 ettari di verde dove si trova anche la Villa Medicea progettata dal Sangallo, rischia di essere distrutta. Nell'area potrebbero essere costruiti una sessantina di miniappartamenti I PROPRIETARI La cascina medicea è di proprietà di una società veneta, l'Agrifina. Ha acquistato la fattoria una ventina d'anni fa, e ha presentato un piano di recupero approvato dal Comune e dalla Sovrintendenza IL COMUNE Le istituzioni locali difendono l'iter procedurale e il progetto, considerato necessario per evitare il degrado della struttura. Il neosindaco Romagnoli ha detto, riferendosi al piano, che anche «i nostri tecnici hanno espresso parere favorevole»
Mini case nella fattoria di Lorenzo il Magnifico
In Prato, un progetto di recupero della fattoria di Lorenzo il Magnifico, che include la costruzione di una sessantina di miniappartamenti, rischia di essere approvato. La fattoria, di 200 ettari, è stata acquistata da una società veneta, l'Agrifina, che ha presentato un piano di recupero approvato dal Comune e dalla Sovrintendenza. Tuttavia, le associazioni ambientaliste Italia Nostra e Wwf hanno espresso preoccupazioni sul progetto, affermando che potrebbe danneggiare il complesso quattrocentesco e il parco. Il Comune di Prato e la Sovrintendenza difendono l'iter procedurale e il progetto, considerato necessario per evitare il degrado della struttura.
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