Grosseto. Tante perplessità sull'ipotesi di svuotare le chiese di periferia dai loro gioielli Tanti no al nuovo museo. Il progetto del vescovo non piace alle comunità locali. Fino a ieri, sul nuovo museo di arte sacra da costruire in centro sembravano esserci solo due ostacoli: la copertura economica e la location. Ora a complicare tutto arriva un'altra grana: il dissenso al progetto diocesano, espresso pubblicamente dalle comunità paesane, fedeli compresi, che temono di vedersi "spogliate" di oggetti e beni verso i quali nutrono devozione o magari un laico affetto identitario. Dopo l'ingegner Amerini, altre voci autorevoli manifestano contrarietà all'idea di svuotare le piccole chiese GROSSETO. Il vescovo Franco Agostinelli, ha un sogno: costruire a Grosseto un nuovo e importante Museo di Arte Sacra, una grande casa per il patrimonio culturale della Chiesa grossetana, nella quale accogliere anche i mille tesori oggi sparsi fin nelle più piccole chiese e canoniche del vasto territorio diocesano. Fino a ieri, sul percorso immaginato da monsignor Agostinelli sembravano esserci solo due ostacoli: la copertura economica e la "location" del nuovo museo, che il vescovo vorrebbe nel centro storico della città e in un edificio prestigioso, tanto da non aver nascosto interesse per l'ex cinema Marraccini. Ostacoli ingombranti, ma non insormontabili, visto anche l'entusiasmo con il quale tanto il sindaco Bonifazi quanto la Banca della Maremma hanno assicurato il loro sostegno all'iniziativa. Ora però a complicare tutto arriva un'altra grana, all'apparenza meno "grossa", ma forse più insidiosa: il dissenso al progetto diocesano, espresso pubblicamente dalle comunità paesane, fedeli compresi, che temono di vedersi "spogliate" di oggetti e beni verso i quali nutrono devozione o magari un laico affetto identitario. Il primo a sollevare la questione, ieri sul Tirreno, è stato l'ingegner Mario Amerini. Il quale - da Roccastrada - non ha nascosto la sua preoccupazione per l'ipotesi che i patrimoni dei piccoli centri vengano tolti da luoghi dei quali sono in qualche modo "storia", sociale e culturale, per finire tutti in un'unica vetrina lontana. Amerini, da sempre impegnato nel volontariato cattolico, non è nuovo a prese di posizione controcorrente. Ed era lecito pensare che la sua voce potesse rimanere isolata. Invece ecco che proprio quella voce dà la stura a un dibattito acceso. Da Follonica, Fernando Santoni, dirigente del Monte dei Paschi in pensione, appassionato di storia e cultura locale e uno dei fondatori dell'Archeoclub, condivide le perplessità di Amerini. «La finalità dell'Archeoclub, fin dalle sue origini - scrive Santoni al Tirreno - è sempre stata quella di tutelare e conservare il patrimonio culturale locale, frutto della laboriosità e della generosità dei residenti. ll patrimonio delle chiese locali rispecchia i valori culturali del posto ed è legato indissolubilmente alle varie comunità. Questi beni devono quindi rimanere nei luoghi dove sono sempre stati. Il mio è anche un invito a prendere coscienza e conoscenza del pregio di queste opere d'arte minori, tutelarle e valorizzarle; anche se non si tratta di reperti di pregio sono comunque espressione della comunità di origine e quindi fondamentali per approfondire la storia dei luoghi, della gente e della cultura religiosa». Di tenore più duro è l'intervento di Mario Tortora, da Grosseto. Il quale ricorda come nelle chiese "di periferia" i patrimoni d'arte sacra spesso siano scomparsi anche per cattiva gestione dei parroci locali, e si chiede se «il nuovo museo deve essere un forziere a prova di parroco. Troppo facile - conclude Tortora - aprire il museo e sigillarvi i beni sacri delle comunità locali; molto più difficile tenere aperte le porte di chiese e parrocchie». Insomma, il dibattito è aperto e sembra destinato ad allargarsi. Per la Curia una spina inattesa sul cammino verso il grande Museo di Arte Sacra, pensato tra l'altro sulla base di una precisa indicazione della Cei.
GROSSETO. Il "supermuseo" sognato dal vescovo accende il dibattito
Il vescovo di Grosseto, Franco Agostinelli, ha proposto un progetto per costruire un nuovo museo di arte sacra nella città. Tuttavia, le comunità locali hanno espresso dissenso al progetto, temendo di vedersi "spogliare" di oggetti e beni di devozione o identità culturale. L'ingegner Mario Amerini e il dirigente del Monte dei Paschi, Fernando Santoni, hanno espresso contrarietà al progetto, sostenendo che i patrimoni culturali delle chiese locali dovrebbero rimanere nei luoghi di origine. Il sindaco di Grosseto, Bonifazi, ha invece assicurato il sostegno all'iniziativa. Il dibattito è aperto e sembra destinato ad allargarsi.
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