"Se non faremo i palazzoni a Firenze, li faremo lì" Irritazione per leccessivo attivismo dei comitati e di "Repubblica" La vicenda Quadra. Dalle intercettazioni emerge una spiegazione dellinteresse dei due indagati per un pezzo della Piana Formigli e Barbaro li chiesero per fare i palazzoni là e non a Firenze Spostare a Castello, in una porzione dei terreni destinati a parco, una parte degli edifici che stavano sorgendo al posto di officine e capannoni e sollevavano proteste crescenti da parte dei cittadini. Linchiesta Quadra chiarisce una delle più curiose conversazioni intercettate in unaltra inchiesta, quella sul piano Fondiaria nellarea di Castello. Il 29 gennaio 2008 il capogruppo del Pd Alberto Formigli dice allassessore allurbanistica Gianni Biagi: «Ricordati che io voglio 10 ettari». Dieci ettari del previsto parco di 80 ettari che Fondiaria deve costruire a Castello. Biagi si irrita un po: «Quello si vede dopo, raga... Perché loro (Fondiaria - Ndr) te lo cedono come parco, mica per farci le case. Se tu invece del parco vuoi farci le case bisogna cambiare la convenzione». SEGUE A PAGINA III Perché servivano 10 ettari da rosicchiare nel parco? «Vogliamo destinarli alle case popolari», dichiarò il 28 novembre 2008 Formigli. Un atto acquisito durante linchiesta Quadra sembra però smentirlo. In una lettera del 29 gennaio 2007 il presidente della commissione urbanistica Anton Giulio Barbaro (Pd) scrive allassessore Gianni Biagi: «Ricordo a Gianni che con Formigli si è ipotizzato di recuperare alcune aree nel Piano di Castello ove consentire la riallocazione di volumi di edifici esistenti oggetto di trasformazione nelle aree più dense e peggio urbanizzate della città: questo punto va concretizzato». Nella lettera Barbaro ammette che occorre trovare «qualche soluzione, qualche norma di salvaguardia», ma al tempo stesso si lamenta dellattivismo dei componenti del comitato ex Panificio Militare, che protestavano per gli edifici in costruzione nel cortile interno di via Ponte di Mezzo 27, il primo dei quali firmato Quadra, e li accusa di avere molto tempo da perdere «per stare attaccati al pc a seguire le varie pratiche urbanistiche». Lirritazione nei confronti di chi mette il naso nelledilizia risulta evidente quando «Repubblica» comincia ad occuparsi della nascita di palazzi al posto di capannoni e segnala che buona parte delle «sostituzioni urbanistiche» è firmata Quadra, la società di progettazione di cui il capogruppo del Pd Formigli è stato uno dei fondatori, nonché socio fino al 2004. E poi socio occulto, secondo la procura, che lo accusa di corruzione con i due amministratori di Quadra, Riccardo Bartoloni e Alberto Vinattieri, con Barbaro e con funzionari comunali e imprenditori. Il 9 aprile 2008 «Repubblica» riferisce le proteste degli abitanti del Galluzzo, infuriati per la costruzione al posto della vecchia palestra in via Silvani di un edificio progettato dalla Quadra. Le intercettazioni rivelano oggi lirritazione di Formigli e degli altri. Formigli: «Ora io chiamerò la giornalista e le dirò: perché tu devi citare chi era socio nel 2004?». «Vabbè, che ti importa?», dice Bartoloni. «Teste di c...», si arrabbia Formigli: «... mi fa effetto che si debbano cercare per forza allusioni inutili». Poi parlano del nuovo edificio. Bartoloni: «Ma che vogliono lì, fra laltro? Più perfetto di quello...» Formigli: «Sì, sì, si è fatto un bel... hai visto». Bartoloni: «Fa anche la sua figura, devo dire, perché è bellino». Formigli dice «si è fatto». Sembra che abbia partecipato alla stesura del progetto. Però più tardi, conversando con Barbaro, dichiara altro. Formigli: «Hai visto che carini? Devono citare chi era socio quattro anni fa». Barbaro: «Esatto, non centri niente con codesto permesso a costruire». Formigli: «Non lho nemmeno mai visto». Barbaro: «Chi è questo giornalista di m...?». Formigli: «La...». Barbaro: «Vaffanc.... questa è una di quelle che va a frucugliare, capito? Che testa di c...».