Grandi festeggiamenti a Roma per l'inaugurazione del seducente e avveniristico Maxxi, il museo d'arte del XXI secolo, firmato dall'archistar irachena Zaha Hadid. Per costruire l'Empire State Buiding di New York, edificio di una certa complessità, ci sono voluti, con le tecnologie degli Anni 80, 14 mesi. Per costruire il Guggenheim di Bilbao, firmato da Frank Gehry, quattro anni, dalla data dell'appalto nel 1998 a quella del taglio del nastro fatto da re Juan Carlos nel 1997. Per il Maxxi non sono bastati invece dieci anni e sei governi. Peraltro, se non ricordiamo male, il Guggenheim aprì con una mostra. A Roma, vista la rapidità alla Speedy Gonzales della costruzione, non si è fatto in tempo a inaugurarlo con una esposizione, se va bene opere, e installazioni saranno collocate a marzo, ma più probabilmente a maggio. Senza fretta, però: e noi, visto che già il nome del museo rinvia al XXI secolo, sarebbe eccessivo pretendere di vedere qualcosa che si sia affermato a livello internazionale in questi primi anni del nuovo millennio, meglio aprire con una grande rassegna dedicata all'architetto romano Luigi Moretti, gloria del razionalismo fascista. Una vera primizia: la sua ultima mostra si è chiusa la bellezza di sei mesi fa all'Archivio di Stato ovviamente di Roma. A Torino c'è grande discussione per come scegliere il nuovo direttore del Castello di Rivoli, il museo creato dalla Regione Piemonte nel 1984, che nell'arco di 25 anni è riuscito a diventare una stella nel panorama internazionale dell'arte contemporanea. Però quella poltrona è in corsa il gotha dei curatori di tutto il mondo, dal nigeriano Enzewor, allo svizzero Obrist, dallo svedese Birnbaum all'argentino Basualdo. A Roma in questi dieci anni non c'è stato ovviamente tempo per indire un concorso, così ai vertici di quello che, nelle intenzioni del ministero, dovrebbe essere il più importante museo d'arte contemporanea del Paese sono approdate due funzionarie del ministero stesso, la cui carriera si è svolta quasi interamente a Roma. Insomma, rubando il titolo al libro di Aldo Cazzullo, viva il Maxxi, «er museo de noantri».