L'assessora regionale: «San Pio da valorizzare» La Regione Puglia condivide il giudizio negativo sulle case popolari in costruzione in via Pozzuolo, nel quartiere San Pio, ma si chiama fuori da qualsiasi responsabilità. Le due «stecche » di cemento, equiparate ad altri ingombranti esempi di «spazzatura architettonica », come le «vele» di Scampia, a Napoli, il quartiere «Zen» di Palermo o «Enziteto », a Bari, non sono solo un pugno nell'occhio, ma rischiano anche di incidere sulle condizioni sociali delle famiglie assegnatarie. A ciò si aggiunga che quei i palazzi si trovano a poco più di un centinaio di metri da Porta Rudiae, la più vicina via d'accesso al cuore antico di Lecce, dove risplende il Barocco che ha reso la città una delle mete più ambite del turismo internazionale. «Quello non è un progetto che abbiamo approvato noi - tiene a precisare l'assessora regionale all'Urbanistica Angela Barbanente - . Ovviamente non è nel programma approvato in questa legislatura. Troppo spesso, quando si intervene nella città esistente, si presta scarsa attenzione al contesto nel quale il progetto si inserisce». Assessora Angela Barbanente, cosa fa la Regione per impedire questi scempi? «Noi, per la prima volta, abbiamo fatto un poderoso sforzo legislativo e amministrativo proprio per orientare le trasformazioni urbane verso la qualità e soprattutto con attenzione alla morfologia degli insediamenti, cioè agli elementi architettonici, tipologici e di forma della città. L'ultimo provvedimento, che peraltro ha avuto l'unanimità della commissione consiliare competente, è quello del Drag (Documento regionale di assetto generale, ndr) sugli indirizzi e per la formazione e la localizzazione dei piani urbanistici esecutivi. Fra questi a pieno titolo è compreso il programma di recupero urbano di San Pio». Che cosa è previsto in particolare? «Stiamo facendo uno sforzo normativo sulla qualità dell'architettura e sulla rigenerazione urbana che è fondamentale. Alla fine di questo provvedimento c'è un elenco di elaborati che devono essere prodotti per valutare l'inserimento nell'ambiente urbano di un intervento». Assessora Barbanente, insomma, la nuova legge impedirà la costruzione di nuovi mostri edilizi? «Sì, perché non si può continuare a costruire edifici come se fossero isolati rispetto al contesto. A San Pio quelle case sono oggettivamente decontestualizzate ed è difficile pronunciarsi in modo diverso ».