Non solo la grandiosità dei Templi di Paestum, non solo il fascino della Porta Rosa a Velia. Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, in occasione della XII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico propone per la prima volta la visita ad otto siti minori riqualificati grazie ai finanziamenti del progetto integrato «La Rete ecologica per lo sviluppo sostenibile locale» del Por Campania 2000-2006. Spesa complessiva: 6 milioni di euro. Per iniziare a farsi un'idea di questo patrimonio archeologico in terra cilentana, fino ad oggi conosciuto solo dagli esperti, si può dare un primo sguardo alla mostra fotografica allestita presso lo stand dell'ente Parco. I siti archeologici recuperati si trovano nei comuni di Roccagloriosa, Centola, Santa Marina, Caselle in Pittari, Moio della Civitella, Roscigno, Padula, Monte San Giacomo. Ma quale storia si può leggere in queste aree riportate alla luce? A Padula per esempio, è risorta la città di Cosilinum. L'intervento ha permesso di ripercorrere gli antichi percorsi romani e di ripristinare la cinta muraria. Un altro progetto ha riguardato il parco archeologico di Monte Pruno, abitata fin dal VI e V secolo a. C da una comunità indigena. Anche in questo sito ricadente nel comune di Roscigno è stata ripristinata l'antica viabilità, sono stati effettuati scavi delle aree di necropoli e il restauro della cinta muraria lucana. Il percorso del nuovo turismo archeologico fa tappa anche a Monte San Giacomo dove con la collaborazione della Soprintendenza archeologica è stato realizzato l'Archeodromo di Varricelli. Gli scavi sono stati concentrati nella grotta preistorica di Varricelli dove sono stati realizzati percorsi didattici per disabili e sussidi audiovisivi. Un progetto di circa 200 mila euro a Moio della Civitella ha permesso la valorizzazione dell'insediamento fortificato della Civitella. Riscoperta del passato anche a Caselle in Pittari dove è stata riportata alla luce l'area archeologica di Laurelli, di origine lucana. Già noto il parco archeologico di Roccagloriosa: i fondi Por hanno però permesso il completamento dei lavori di scavo, il restauro della fortificazione antica e il prolungamento dei percorsi di visita. La rete archeologica comprende anche la città antica di Pyxosus-Uxentum a Policastro Bussentino. L'area valorizzata è quella dove una volta c'era l'insediamento enotrio del VI secolo a.C. E infine riflettori puntati anche sull'insediamento Enotrio di Palinuro sul colle di Tempa della Guardia. In questi giorni il presidente del Parco Amilcare Troiano firmerà un accordo con la Soprintendenza archeologica per reintrodurre la Rosa di Paestum all'ombra dei Templi. Stefania Marino
CAPACCIO ArcheoCilento, alternativa in 8 siti. dalla grotta preistorica di Varricelli all'insediamento di Monte Pruno
Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano ha proposto per la prima volta la visita ad otto siti minori riqualificati grazie ai finanziamenti del progetto integrato La Rete ecologica per lo sviluppo sostenibile locale del Por Campania 2000-2006. I siti archeologici recuperati si trovano nei comuni di Roccagloriosa, Centola, Santa Marina, Caselle in Pittari, Moio della Civitella, Roscigno, Padula, Monte San Giacomo. I progetti hanno permesso di ripercorrere gli antichi percorsi romani, ripristinare la cinta muraria, scavi delle aree di necropoli e restauro della cinta muraria lucana.
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