Un dialogo costruttivo fra Comune, Società Calcio Napoli e Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici per il futuro dello Stadio San Paolo. A lanciare l'appello è il Soprintendente Stefano Gizzi, motivato a una valorizzazione congiunta del manufatto architettonico-urbanistico. «Il valore dello Stadio San Paolo è paragonabile a quello di altri stadi famosi, e in quanto opera pubblica con più di cinquant'anni è un bene tutelato dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio», spiega Gizzi. Progettato all'inizio degli anni Cinquanta da Carlo Cocchia autore di vari edifici della Mostra d'Oltremare, con un team di architetti e ingegneri composto da Claudio Dall'Olio, Sergio Bonamico, Luigi De Simoni, Mario Ghedina, Dagoberto Ortensi, Mario Procesi e Francesco Uras, lo Stadio, con le sue linee leggere e lo skyline contenuto, si iscriveva perfettamente nel contesto paesaggistico circostante. In occasione dei Mondiali del 1990, però, arriva il dictat di una copertura, con l'innalzamento di un traliccio metallico che, oltre a rompere l'equilibrio figurativo, spaziale e paesaggistico, mostra oggi evidenti segni di degrado. «Un intervento che tenga in considerazione le esigenze sportive, gestionali, conservative ed innovative del caso risulta necessario» auspica il Soprintendente. Fuani Marino