Tutti i tesori sotto le piazze Sarcofagi del III secolo avanti Cristo, mura messapiche, il fossato del castello medievale. Il Teatro Apollo di Lecce, sottoposto a lavori di consolidamento e restauro da quasi due anni, nasconde un piccolo tesoro. Il blocco dei lavori da parte della Soprintendenza, però, comporterà il ritardo di un altro anno nella consegna. LECCE Il Teatro Apollo di Lecce nasconde un piccolo tesoro. È venuto alla luce all'inizio della scorsa estate, ma soltanto ieri si sono conosciuti i particolari e le ragioni che determineranno il ritardo di circa un anno nel completamento dei lavori di restauro, al quale il Teatro è sottoposto da quasi due anni. Sotto le fondamenta del politeama, che si affaccia su via Trinchese, nel centro della città, erano custoditi due sarcofagi del III secolo avanti Cristo con dentro due scheletri, uno dei quali di un bambino, due ampolle, braccialetti, collane e altri monili, monete del IV secolo avanti Cristo e mura messapiche. Andando avanti nel tempo, fino ad arrivare all'epoca medievale, sono stati ritrovati una parte del fossato del Castello Carlo V e una strada, mentre sarebbero del XX secolo le stanze utilizzate dagli operai che lavorarono nel Teatro tra il 1930 e il 1940. I dettagli della scoperta, importante, ma non del tutto inattesa, visti i tesori che il sottosuolo di Lecce restituisce in occasione di ogni lavoro di scavo, sono stati illustrati ieri mattina dall'ingegner Giovanni Dell'Anna, responsabile del procedimento per conto dell'ufficio Lavori pubblici del Comune di Lecce. Dell'Anna ha relazionato dinanzi alla commissione consiliare Lavori pubblici, presieduta da Luigi Valente, che aveva chiesto, appunto, di sapere se la data di consegna del Teatro restaurato, prevista prima per gennaio 2009 e poi per gennaio 2010, sarebbe stata rispettata. «Non lo sarà - ha detto il dirigente comunale perché la Soprintendenza ai Beni archeologici di Taranto ha bloccato il cantiere per circa otto mesi per documentare le scoperte e recuperare tutti i reperti ». È stato necessario bloccare tutto così a lungo perché lo scavo, naturalmente, è stato eseguito con scalpellini e pennelli per non rovinare le preziose testimonianze dell'antichità. Nel sottosuolo del Teatro, nella parte entrando a sinistra dove c'erano i bagni, si è scavato per otto metri sotto il livello stradale senza ancora avere riportato alla luce tutta la perimetrazione del fossato del Castello. Sono dunque emersi i vari strati che caratterizzano la storia di Lecce, dall'epoca messapica a quella romana, da quella medievale a quella rinascimentale. C'è il fondato sospetto che, all'inizio del '900, quando il Teatro fu costruito, gran parte dei reperti fu trafugata e poi nascosta in qualche abitazione privata. I monili, le monete, gli scheletri e le ampolle scoperti qualche mese fa, quindi, sono quello che è rimasto dopo il saccheggio avvenuto il secolo scorso. Il progetto di restauro, intanto, è stato cambiato in corso d'opera perché la parte più interessante del ritrovamento, cioè le mura messapiche, rimarrà visibili anche dopo l'apertura del Teatro. Le altre zone scavate, invece, saranno accessibili per la normale manutenzione, ma non fruibili dal pubblico. I componenti della commissione consiliare hanno chiesto che, una volta restaurati, i reperti vengano riportati ed esposti a Lecce. Nel prossimo mese di gennaio, i commissari effettueranno un sopralluogo sul cantiere per prendere visione delle scoperte fatte. Il primo a visitare il sito, la scorsa estate, è stato il sindaco, Paolo Perrone. L'assegnazione dei lavori di consolidamento e restauro del Teatro Apollo è avvenuta il 21 gennaio del 2008. I lavori sono eseguiti dall'associazione temporanea di imprese composta da Nova Urbs Srl e Oprar Srl, entrambe di Gravina in Puglia, e Giovanna Izzo Restauri Sas di Napoli, che se li è aggiudicati al costo di 5.671.703 euro. Il progetto è firmato dall'architetto bolognese Pierluigi Cervellati e dagli ingegneri Franco Malgrande e Vito Avino, che si avvalgono dell'opera del restauratore Mario Catania. Il progetto prevede il mantenimento della capienza di 818 posti (534 in platea, 184 in galleria, 100 nel loggione) e la creazione di aree per teleconferenze, attività didattiche e formative e convegni. Il ritrovamento dei reperti segue di poco quelli più recenti, sempre nel centro storico di Lecce. Il 26 ottobre del 2007, nella stessa giornata e a poche decine di metri, furono ritrovati reperti di epoca messapica e romana in via degli Acaya e in via Rubichi, due strade divise solo da piazza Sant'Oronzo e dall'anfiteatro romano. Il 12 novembre del 2007, sempre nella stessa zona, in piazzetta Santa Chiara, il sottosuolo ha restituito le antiche terme romane. Francesca Mandese
LECCE Sotto al teatro Apollo reperti, stop ai lavori
Riassunto in 200 parole:
Il Teatro Apollo di Lecce, sottoposto a lavori di consolidamento e restauro da quasi due anni, nasconde un piccolo tesoro. Il blocco dei lavori da parte della Soprintendenza per documentare le scoperte e recuperare i reperti comporterà il ritardo di un altro anno nella consegna. I reperti trovati includono due sarcofagi del III secolo avanti Cristo con dentro due scheletri, ampolle, monili e monete del IV secolo avanti Cristo. Sono stati ritrovati anche mura messapiche, una parte del fossato del Castello Carlo V e una strada. I dettagli della scoperta sono stati illustrati dall'ingegner Giovanni Dell'Anna.
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