Il caso Trovati sarcofaghi e monili del III secolo a.C. L'ex proprietario: «Sono solo ritardi» Vincenzo Cappello è uno degli ex proprietari del teatro Apello di Lecce. «Dispiace che i lavori siano in ritardo ma sono certo che prima o poi il teatro sarà restituita alla città. Era il nostro sogno, presto l'Apollo tornerà agli splendori degli anni '40», dice Cappello. Durante i lavori di restauro sono stati trovati reperti archeologici del III secolo avanrt Cristo. In passato la sua famiglia ha mai trovato altri resti della storia millenaria di Lecce? «Assolutamente no. E' la prima volta che sotto il teatro Apollo siano stati trovati i reperti archeologici. Gli unici scavi fatti eseguire dalla mia famiglia risalgono al 1927, nella zona del palcoscenico. Poi non è stato più fatto nulla. Ho letto che, quando fu costruito il teatro, si sarebbe sospettato che potrebbero essere stati trafugati reperti e portati in qualche abitazione privata. Lo escludo per i Cappello». Che idea si è fatto delle scoperte archeologiche? «Beh, siamo nelle vicinanze del Castello Carlo V e sappiamo tutti che il sottosuolo di Lecce è ricco di storia e di arte. Ma nel 1888 il Comune di Lecce diede incarico ad una cooperativa per la realizzazione di case popolari. Fu un progetto antecedente la realizzazione del Teatro Apollo». Cosa accadde? «Le case popolari non furono mai finite e rimasero soltanto gli antichi muri. Poi la zona divenne luogo per incontri amorosi clandestini». Non teme che altri ritrovamenti possano bloccare i lavori. Ci sarà già un ritardo di un anno nella consegna dell'opera. «Io spero veramente di no, sarebbe un peccato. Il Teatro Apollo è un edificio antico che ha bisogno di importanti lavori di consolidamento statico. E so anche che i progettisti ed i tecnici stanno realizzando delle strutture moderna. Sarà un'opera eccellente, un vero vanto per la città ed il Salento ». Certo, ma restano i ritardi dei lavori. «Nessun timore, gli archeologi sanno cosa fare. La città non sarà privata di questo straordinario teatro». Diventerà il nuovo polo culturale del Salento? «Non ne dubito. Però è un peccato che per rivedere la rinascita dell'Apollo siamo stati costretti ad aspettare tanti anni ». Ha un rammarico? «Nel 1997 andai dall'allora presidente della Provincia, Lorenzo Ria. La Provincia erogava fior di milioni al Politeama Greco. Gli dissi: 'Dia all'Apollo metà dei soldi'. Mi rispose di no. E il mio Teatro restò chiuso ». Salvatore Avitabile