CAPACCIO E' stato probabilmente l'evento più emozionante della giornata: il ritorno in patria del vaso di Asteass. Il cratere a campana datato intorno al V secolo a.C e restituito all'Italia già due anni fa dal museo americano Paul Getty di Malibù (Usa) dopo essere stato esposto in altre città italiane, ieri mattina è stato collocato nel Museo archeologico nazionale di Paestum. Il vaso, alto più di 70 centimetri a vernice nera e decorato con la storia del Ratto di Europa porta la firma del celebre artista greco Assteas, con bottega un tempo proprio a Paestum. Il pezzo rientra nella famosa lista dei 77 pezzi che il museo Getty ha restituito all'Italia. Fu rinvenuto nel 1970 a Sant'Agata dei Goti da un tombarolo che lo vendette poi sul mercato antiquario per un milione di lire e un maialino. Il vaso fu acquistato da un collezionista privato svizzero nel 1978 e successivamente dal Getty nel 1981. La sua storia e il suo ritorno è stato raccontato ieri mattina dal tenente Carmine Elefante del comando carabinieri tutela patrimonio culturale. Il vaso, proprio per la sua peculiare decorazione con il Ratto d'Europa, è stato esposto al Quirinale in occasione dei cinquant'anni della Carta Europea. Ieri mattina, la cerimonia ufficiale, alla presenza del Soprintendente per i beni archeologici Maria Luisa Nava e di Marina Cipriani direttrice del Museo di Paestum. Alla conferenza di presentazione del 'nuovo ospite' è intervenuto anche Emanuele Greco, presidente della Fondazione Paestum e direttore della Scuola archeologica italiana di Atene. La terza giornata della Borsa Mediterranea del turismo archeologico ha visto ieri però anche altri momenti significativi dal punto di vista culturale, come il protocollo d'intesa tra la Soprintendenza archeologica e il Parco del Cilento e Vallo di Diano. Un protocollo che ruoterà intorno a due progetti fondamentali. Primo la ricostruzione dei roseti che un tempo abbellivano Paestum. Secondo, una cosiddetta 'visita emozionale' del sito di Velia, attraverso percorsi guidati da due attori che diventeranno per i visitatori addirittura Parmenide e Zenone. «Nasce una sinergia importante ha detto il presidente dell'ente Parco Amilcare Troiano nel sito di Velia offriremo una formula nuova di attrazione attraverso la teatralizzazione della storia». Altro tassello della Borsa è stata la nascita dell'associazione Province Unesco che avrà come sede la Grancia della Certosa di San Lorenzo a Sala Consilina. L'atto costitutivo è stato firmato da 14 province meridionali. Piccolo rammarico invece durante la conferenza «Le presenze longobarde nelle regioni d'Italia» curata dalla Federarcheo e dal Gruppo Archeologico Salernitano. Il tavolo degli esperti ha trattato infatti anche il caso 'Salerno'. Città che pur avendo una indiscussa storia di matrice longobarda, non è stata inserita tra i siti della Rete Italia Longobardorum. Soddisfatto della manifestazione il presidente della Provincia Edmondo Cirielli che ha prima rimarcato la volontà di tagliare fondi a «manifestazioni effimere» proponendo poi al Governo di «allungare l'alta velocità fino a Reggio Calabria » per affiancare servizi adeguati a beni culturali ed ambienti di qualità. Poi a fine giornata visita del governatore della Regione Campania, Antonio Bassolino che ha rilanciato la «collaborazione istituzionale» con la Provincia. Stefania Marino