«Quell'edifico è inadeguato per ospitare un museo». Esordisce così la storica d'arte netina, Francesca Gringeri Pantano (nella foto), nel promuovere la correlazione tra un museo e l'identità della città. Rifacendosi alle origini del palazzo settecentesco ubicato in piazza Umberto I, il quale, prima di essere completamente svuotato negli anni '60, ha ospitato sia la prima scuola, sia l'ufficio postale della città, la professoressa Gringeri traccia una serie di motivazioni che rendono «inappropriata» la targa che definisce l'edificio «Museo civico». «Un museo necessita di una biglietteria, di locali per i custodi, di bagni, di un magazzino: tutte caratteristiche, queste, inesistenti in questa struttura, visto e considerato che è costituita da due ampie sale poste una al piano inferiore e l'altra in quello superiore». Le barriere architettoniche dell'edificio, uinoltre, non possano essere abbattute e non ha una via di fuga. Requisiti indispensabili per un'opera pubblica. Pur apprezzando il valore architettonico dell'antica struttura, la studiosa si fa promotrice di una vera e propria campagna pro-museo cittadino, a patto che quest'ultimo venga ubicato in un altro sito. Ed è pronta anche ad indicare un edificio alternativo che gode di caratteristiche appropriate per ospitare il museo civico della città. «Palazzo Modica potrebbe tranquillamente accogliere l'ubicazione di un museo per due indispensabili motivi: perché più grande e perché inutilizzato». Da storica dell'arte professionista la Gringeri non disdegna, infine, la possibilità di assegnare un altro ruolo, ugualmente importante, all'edificio che ospita attualmente il museo civico: «Essendo nella piazza centrale della città, credo che possa divenire un vero e proprio ufficio d'informazione turistica». Emanuela Tralongo