Turandot, lira di De Simone "Negata la libertà creativa" Non cè forse artista che più del compositore e regista Roberto De Simone possa dirsi testimone delle travagliate vicende che hanno accompagnato il percorso verso la riapertura del teatro Petruzzelli. È la "sua" Turandot, infatti, che lo scorso 21 marzo avrebbe dovuto inaugurare il politeama e che invece, rimaste chiuse le porte del teatro, fu rappresentata in forma semiscenica allo spazio 7 della Fiera del Levante. La stessa Turandot che, immaginata proprio per il Petruzzelli, aprirà il 6 dicembre la prima stagione della Fondazione lirico sinfonica sul palcoscenico del politeama ritrovato. Solo che lopera, diretta registicamente dal maestro partenopeo, si fermerà lì dove terminò di scrivere Giacomo Puccini, ovvero alla morte di Liù: Casa Ricordi non ha concesso alla Fondazione lautorizzazione perché potesse essere messo in scena il finale inedito commissionato dallo stesso ente a De Simone, che commenta non senza amarezza la notizia: «Diciamo la verità, questa storia del vincolo dei 75 anni per i diritti dautore va contro la libertà dellarte. Anche stavolta la creatività viene penalizzata da cavilli giuridici, burocrazia e leggi che ne ostacolano ogni spontanea espressione». Ancora di più alla luce del fatto che, naturalmente, il lavoro di De Simone era in piena sintonia con lo spirito pucciniano. Ma tantè. Pare che Casa Ricordi abbia espresso il suo veto per tutelare il diritto dautore, rispetto ai finali scritti per Turandot da Alfano e Berio. «Sono certo che prima o poi - confida De Simone - troveremo comunque il modo di eseguire il finale che ho scritto». Va da sé non il 6 dicembre. Mentre, intanto, voci di corridoio suggeriscono che quella di domani potrebbe essere una giornata decisiva per la risoluzione della querelle sulla partecipazione dellOrchestra sinfonica della Provincia alla Turandot. «Posso dirmi profondamente fiducioso in una soluzione positiva che - dice il sovrintendente Giandomenico Vaccari - configuri unarmonia ed una concordia generale in nome dellunico scopo: offrire alla comunità cittadina, pugliese, nazionale ed internazionale un grande servizio culturale». E i conti della Fondazione? Vaccari spazza via ogni dubbio di sorta, precisando che "il bilancio della Fondazione Petruzzelli a tutta lultima recita del Sogno di una notte di mezza estate, opera conclusiva del cartellone 2009, è assolutamente virtuoso, nonostante le grandi difficoltà affrontate durante tutto il 2009. Questo è attestato anche dal periodico controllo di gestione effettuato dal collegio dei revisori fino allo scorso 30 settembre 2009". Precisazioni che toccano anche linterrogativo sollevato su Repubblica dai consiglieri di amministrazione Silvia Godelli e Mario Carrieri. «Il previsto finanziamento della Provincia di Bari - chiarisce Vaccari - stanziato dalla precedente amministrazione, e presente nel bilancio preventivo 2009 della Fondazione, non è mai stato impegnato o speso poiché si riferiva specificamente al possibile passaggio del complesso orchestrale della Provincia alla Fondazione, cosa che non è stato possibile realizzare. Da qui la rimodulazione del bilancio preventivo 2009 che la Fondazione Petruzzelli ha effettuato nei mesi scorsi».