Grande esposizione di reperti dopo gli scavi a palazzo Pacifici Di recente, nel corso dei lavori nel giardino di palazzo Pacifici, in via Niccolò IV, durante lo scavo per insediarvi un grosso vascone per acqua antincendio, sono venuti alla luce reperti archeologici di epoca romana. Immediatamente ne è stata data notizia alla professoressa Nora Lucentini, della Sovrintendenza, direttrice del Museo Archeologico e con delega per i ritrovamenti di epoca romana e medioevale. Una volta preso atto della segnalazione, è stato assegnato il compito del proseguimento funzionale degli scavi all'équipe dell'esperta archeologa, dottoressa Mara Militello. Prima di addentrarci in una descrizione (molto sintetica) di quanto finora venuto alla luce, la scoperta presenta degli indiretti interessi sulla situazione urbanistica della zona che, in epoca romana, presentava la cifra maggiore in fatto di centralità viaria e delle istituzioni. La dottoressa Militello ci ha confermato che gli scavi ancora proseguono fino a liberare tutta la struttura edilizia: una sequenza di stanze , con pavimentazione in parte in coccio-pesto e altre in mattonelline rettangolari ed esagonali, con rari fregi. Un cippo che potrebbe essere miliare (da identificare meglio), e poi una ceramica in vernice nera, monete varie, frammenti di anfore. Il primo dubbio da risolvere, perciò, riguarda se ci si trova dinanzi una domus romana o solo un magazzino. Il tutto, perciò, dovrà essere valutato, identificato prima di passare al suo insabbiamento, cioè alla sua ricopertura che avviene con tessuto non tessuto, materiale inerte ed altri accorgimenti per un suo eventuale rintraccio. E qui giunge la notizia. Più volte nel corso degli ultimi anni, il sottosuolo storico ha fatto capolino in occasione di scavi in zona di centro storico, ma una volta repertato, disegnato in cartaceo e fotografato, il tutto, compreso le relazioni e interpretazioni descrittive, finisce in archivio. Stavolta si vorrebbe finalmente renderne edotta la città con una mostra fotografica documentativa di queste scoperte, di questi rinvenimenti che, in un certo modo, esaltano il passato di Ascoli Piceno. La notizia è ancora ai primi passi, c'è infatti chi vorrebbe complementarla con conferenze, seminari e dibattiti. Non per niente siamo la culla di un Premio Internazionale che ogni anno raccoglie il meglio tra storici, studiosi e concorrenti. Quindi una maniera diretta per fare cultura in una città a vocazione di un turismo culturale, quando ce ne ricordiamo carlo paci