ALLA biblioteca centrale della Regione arriva un commissario: Marco Salerno, capo di gabinetto dell'assessore ai Beni culturali. E Fabio Granata assicura: «Entro due giorni al massimo tutti i servizi saranno ripristinati». E nei confronti del direttore sollevato dall'incarico Giuseppe Lo Iacono viene annunciato un procedimento disciplinare: «II problema dell'adeguamento dell'impianto elettrico è già risolto. La responsabilità è solo sua». L'iniziativa dell'assessore Granata viene giudicata con favore dai firmatari dell'appello rivolto al ministro Urbani dalle pagine di Repubblica. Ma gli intellettuali chiedono che la Regione provveda in tempi brevi alla legge che regola il funzionamento e l'attività delle biblioteche. ALLA Biblioteca centrale arriva un commissario e il commissario farà il "miracolo". «Un giorno, due al massimoannuncia l'assessore regionale ai Beni culturali Fabio Granatae tutti i servizi saranno ripristinati». L'appello lanciato sulle colonne di Repubblica dal mondo della cultura un primo effetto l'ha già prodotto: quello di attirare l'attenzione della Regione su una vicenda, lo stop ai servizi della biblioteca, chiusa da tre mesi, e di sbloccare le procedure per risolvere il problema di fondo, la messa a norma Cei dell'impianto elettrico, così come previsto dalla legge. Granata ha scelto la strada della destituzione del direttore Giuseppe Lo Iacono (che, dopo essersi rifiutato di gestire gli impianti senza le previste misure di sicurezza, ha pure firmato l'appello lanciato da un nutrito gruppo di intellettuali al ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani) e del contestuale affidamento dei poteri di commissario al suo capo di gabinetto, Marco Salerno, un passato di bibliotecario, che alla guida della Biblioteca centrale della Regione c'è già stato cinque anni fa. Un provvedimento radicale, accompagnato dall'annuncio di un procedimento disciplinare a carico del direttore Lo Iacono, al quale l'assessore Granata attribuisce la responsabilità di aver «complicato strumentalmente problemi burocratici che cerchiamo di superare da sei mesi» e «di avere firmato un appello contro se stesso». Come dire che, se Lo Iacono aveva le sue legittime ragioni per decidere di fermare i servizi della biblioteca in mancanza del nullaosta definitivo dei vigili del fuoco per l'adeguamento dell'impianto elettrico dei locali, a lui stesso spettava seguire tutte le procedure per ottenere quel nullaosta. Cosa che adesso cercherà di fare il commissario. «Mi hanno appena notificato il decreto dice Marco Salerno Datemi il tempo di guardare le carte, di capire cosa si è fatto e non si è fatto, e nel giro di pochi giorni il problema sarà risolto e la biblioteca riaperta all'utenza. Ho scritto tre volumi sulla sicurezza dei beni culturali e sulla materia sono abbastanza ben ferrato. Non c'è dubbio che la responsabilità è del direttore dell'istituto. Certo, non può che lasciarmi perplesso il fatto che Lo Iacono abbia firmato l'appello. Non capisco se fa parte della Biblioteca o di chissà quale altro ufficio. Posso assicurare a tutti che stanotte non dormirò e cercherò di capire subito se il mio predecessore si è attivato a 360 gradi e che risposte ha avuto: questo è pane per i miei denti. Ho letto anche che non è stato fatto l'abbonamento alla Gazzetta ufficiale nazionale. Mi chiedo da chi dipenda, se non dal direttore». Ma aprirà la Biblioteca senza adeguare l'impianto o riuscirà a fare i lavori in tempi record? «Volete conoscere il nome dell'assassino prima di leggere il giallo scherza so solo che troverò una soluzione immediata». Nel suo ufficio, il direttore appena "sollevato" appare rassegnato. Dall'assessorato nessuno gli ha fatto sapere niente. Ha appreso del provvedimento di Granata dal sito Internet di "Repubblica". Alla polemica risponde con la polemica. «Ero stato mandato qui perché dicevano che ero bravo. Si vede che in cinque mesi ho buttato al vento quarant'anni di professionalità. Ho voluto fare una battaglia di civiltà che mi è sembrata giusta, e per questo ho sottoscritto l'appello degli intellettuali. Anch'io sono un cittadino, un utente, ma sono anche il terminale di tutti i problemi e ho istituito anche un registro delle lamentele che forse qualcuno farebbe bene a consultare». E all'assessore che lo accusa di aver sollevato strumentalmente «problemi burocratici insormontabili così come aveva già fatto non casualmente alla Villa romana del Casale di cui era sovrintendente», Lo Iacono replica così: "Io mi sono insediato a gennaio e ho scritto tutto quello che dovevo scrivere. L'amministrazione non si è attivata. Se mi avessero dato tempi e impegni finanziari certi, avrei potuto anche andare dai vigili del fuoco e chiedere una nuova proroga provvisoria, ma non mi hanno dato alcuna certezza. D'altronde sarebbe stato ben difficile che io in cinque mesi riuscissi a fare per la Biblioteca quello che Granata non è riuscito a fare in cinque anni. Se la mia testa vale una biblioteca, ben venga questo provvedimento. Io sono un funzionario regionale, quello che mi dicono di fare faccio».