Restaurato il polittico di Andrea di Giusto, ora sarà visibile al museo di S. Domenico Ora aspetta solo di essere collocato nel Museo Civico, ma da ieri il polittico di Andrea di Giusto può già fare bella mostra di sé nelle sale del Museo di Pittura Murale di San Domenico. La grande tavola d'altare quattrocentesca per oltre due anni è stata oggetto di un attento restauro che le ha permesso di tornare al suo splendore originario e di riscoprire la brillantezza dei colori. Giovedì questo gioiello dell'arte pratese è stato presentato aalla città. L'operazione è stata il frutto di un percorso che ha visto il coinvolgimento del settore pubblico e privato, del Comune, di Confartigianato Imprese e della Fondazione Città Italia. L'associazione ha contribuito alla sistemazione della parte lignea dell'opera, mentre l'amministrazione ha finanziato il risanamento della parte pittorica. «Un intervento di mecenatismo culturale», come ebbe a dire l'allora assessore alla Cultura del Comune, Andrea Mazzoni, in occasione dell'avvio dei lavori, e che ha sempre trovato la piena condivisione di obiettivi da parte di Confartigianato e nel dirigente Fausto Lombardi, «felice di aver potuto partecipare alla conservazione di un'opera per tramandare la storia del distretto a tutta la comunità». Il restauro vero e proprio è stato compiuto da Daniele Piacenti, con la collaborazione dell'Istituto Diagnostico Santo Stefano e del Dipartimento Scienze ambientali forestali dell'Università di Firenze. Il polittico raffigura la Madonna col bambino e due angeli fra i santi Bartolomeo, Giovanni Battista, Benedetto e Margherita. Era anticamente custodito nella badia de Le Sacca, poi fu trasferito al Cicognini e nel 1912 in Palazzo Pretorio. E' datato 1435, «un periodo di fervente dinamismo artistico per Prato - ha ricordato la conservatrice del Museo Civico, Maria Pia Mannini - e quest'opera rappresenta un trait d'union tra il Gotico e il Rinascimento fiorentino». Tanti sono infatti i collegamenti stilistici tra il lavoro di Andrea di Giusto e gli affreschi di Paolo Uccello nel Duomo di Prato o di Lorenzo Monaco della basilica fiorentina di Santa Maria del Fiore.