Dopo la felice esperienza del festival musicale MiTo, lasse Milano-Torino prova a estendere la collaborazione anche alle arti visive, in concomitanza con Contemporary, manifestazione in corso nel capoluogo piemontese. Per rilanciare una sinergia così importante ci si poteva aspettare un grande evento, di quelli che scuotono il pubblico e destano lattenzione dei critici. Invece, nelle splendide sale di Palazzo Litta, sede della Direzione Regionale per i Beni Culturali della Lombardia, arriva una striminzita mostra di Giorgio Ramella (Torino, 1939), che non fa bene né allartista né al rilancio dello spazio. Se lintenzione era quella di far conoscere un pittore torinese poco noto in città (la sua ultima personale milanese risale al 1982, presso la Galleria Gian Ferrari), sarebbe stata auspicabile una ricca antologica: per presentare 50 anni di lavoro, dalla serie degli Incidenti, che negli anni ?60 suscitarono un certo interesse, al periodo dedicato allastrazione geometrica, al ritorno alla figurazione. Al contrario, la presenza di circa 25 quadri di soggetto esotico, dipinti nellultimo quinquennio, lascia pensare più alloperazione commerciale che al progetto culturale.
MILANO - Ma Palazzo Litta merita di meglio
Dopo la felice esperienza del festival musicale MiTo, lasse Milano-Torino prova a estendere la collaborazione anche alle arti visive, in concomitanza con Contemporary, manifestazione in corso nel capoluogo piemontese. Per rilanciare una sinergia così importante ci si poteva aspettare un grande evento, di quelli che scuotono il pubblico e destano lattenzione dei critici. Invece, nelle splendide sale di Palazzo Litta, sede della Direzione Regionale per i Beni Culturali della Lombardia, arriva una striminzita mostra di Giorgio Ramella (Torino, 1939), che non fa bene né allartista né al rilancio dello spazio. Se lintenzione era quella di far conoscere un pittore torinese poco noto in città (la sua ultima personale milanese risale al 1982, presso la Galleria Gian Ferrari), sarebbe stata auspicabile una ricca antologica: per presentare 50 anni di lavoro, dalla serie degli Incidenti, che negli anni ?60 suscitarono un certo interesse, al periodo dedicato allastrazione geometrica, al ritorno alla figurazione. Al contrario, la presenza di circa 25 quadri di soggetto esotico, dipinti nellultimo quinquennio, lascia pensare più alloperazione commerciale che al progetto culturale.
Artista / Persona
Bene culturale
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