Sotto accusa il federalismo delle licenze edilizie facili LAGO D'ISEO (Brescia) Camera con vista in riva al lago d'Iseo: oltre lo specchio d'acqua, ecco Montisola con i suoi borghi e il fascino dei boschi d'autunno. Rompe l'incantesimo, Dario Balotta, presidente di Legambiente Bassosebino: «Il colpo d'occhio, da lontano, tiene l'immagine da cartolina. Da vicino, ahimè, lo scenario cambia » . E via elencando: discariche di laterizi tra i castagni e i carpini; prati usati per disperdere rifiuti speciali, tra cui la salsa (scarto della frangitura d'olive); uno storico uliveto abbattuto per far posto a nuove (inutili) case, la costruzione avviata di un mini-ecomostro, cioè un parcheggio per motociclette a due piani (6,2 metri), che sorgerà davanti all'imbarcadero di Peschiera Maraglio, a pochi metri dal lago. In sintesi, un paesaggio sfregiato. Dove, a parte qualche lodevole caso di «resistenza imprenditoriale» (artigiani, albergatori avveduti), si asseconda il turismo mordi e fuggi. Avanti di questo passo denuncia Balotta e il degrado di uno dei siti più belli d'Italia diventerà irreversibile compromettendo il territorio e lo stesso turismo, risorsa principe del lago d'Iseo. Da qui, l'allarme e l'appello alla popolazione di Montisola, alla comunità montana, alle istituzioni locali, alla Regione Lombardia, alla Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici, che sarà lanciato oggi durante un convegno organizzato da Legambiente. All'hotel «Riva Lago» di Sulzano, sede del meeting, ci saranno, tra gli altri, l'onorevole (ambientalista) Ermete Realacci (Pd) e Vittorio Sgarbi, critico, storico dell'arte e tanto altro ancora. Le sue invettive contro lo scempio del Bel Paese sono arcinote. Sarà presente anche il sindaco di Dobbiaco, Mair Bernhard, a dare testimonianza del vivere «virtuoso» nella sua città. In un'area di Montisola, inoltre, sarà allestito un stand espositivo di prodotti e impianti ecocompatibili. Il titolo del convegno insinua un dubbio e prospetta una soluzione: «Basta il federalismo o serve una legge speciale per tutelare la più grande isola lacustre d'Europa? ». Si fa riferimento al federalismo, evocato e perseguito da molti quasi fosse sinonimo di automatica buona amministrazione. Del resto, da queste parti come in Veneto, girano gli slogan «Padroni a casa nostra», «Iseo agli iseani». E alcuni sindaci, allergici ai vincoli delle Soprintendenza, non vanno per il sottile nel concedere le licenze edilizie, nell'indicare soluzioni di facile resa, ma di poca lungimiranza. Ermete Realacci osserva: «La mannaia dei tagli alla spesa ha ridotto al lumicino i fondi dei comuni. Risultato? Gli oneri di urbanizzazione servono a far cassa». «Ciò detto continua occorre ingaggiare una battaglia culturale affinché la popolazione si renda conto che la salvaguardia del paesaggio, delle buone tradizioni, dell'identità, non è conservazione ma garanzia, anche economica, per il futuro. Alla lunga, un ambiente sfruttato sarà abbandonato anche dai turisti. La green economy è la vera scommessa». Vittorio Sgarbi anticipa la sua linea: «Appellandomi all'articolo 9 della Costituzione, chiederò pubblicamente al Fai (Fondo ambiente italiano) che si batta per l'integrità assoluta del paesaggio. Che è quello della memoria. No alle pale eoliche nelle campagne del Sud, no all'edilizia speculativa, alle brutture di Montisola». Il presidente di Legambiente Bassosebino è per gli antidoti drastici: «Il commissariamento del Comune di Montisola che ha permesso lo scempio e una legge ad hoc dello Stato che blocchi le scelte insensate degli amministratori locali».
Brescia Ecomostri e paesaggio sfregiato: l'allarme di Legambiente. Una legge speciale per salvare Montisola
Il presidente di Legambiente Bassosebino, Dario Balotta, ha denunciato il degrado del paesaggio di Montisola, una delle isole più belle d'Italia, a causa della mancanza di regole e vincoli per le licenze edilizie. Il sito è stato sfregiato da discariche, prati usati per disperdere rifiuti, uliveti abbattuti e costruzioni di impianti inutili. Balotta ha lanciato un allarme e un appello alla popolazione e alle istituzioni locali per salvaguardare il paesaggio e il turismo, che è una risorsa principe del lago d'Iseo.
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