CAMPANIA Il Crescent è un obbrobrio che come presidente della Provincia cercherò di fermare perché è mio compito la tutela del paesaggio provinciale e dunque anche di Salerno». Edmondo Cirielli alza il tiro. La Provincia si è già costituita dalla parte del comitato No Crescent nel ricorso al Tar ed è pronta a far valere le sue prerogative istituzionali per fermare la «colata di cemento». Il presidente però va oltre: «De Luca non conosce il rispetto istituzionale - dice - Glielo insegnerò io». La polemica sul Crescent rischia di diventare incomprensibile per l'opinione pubblica perché si intersecano due questioni: quella di gusto estetico e quella tecnico-burocratica. Partiamo dal secondo aspetto: De Luca dice che il Ptcp non esiste e dunque non ci sono vincoli alla realizzazione dell'edificio di Bofill. È vero? «No. Esiste un Piano frutto di una commissione di tecnici voluta da Villani recepito in Giunta nel gennaio 2009. Poi doveva essere portato in consiglio provinciale, pubblicato e, dopo le osservazioni, adottato. Un iter disatteso forse proprio per i vincoli difficili da far digerire a Salerno e per evitare il confronto con i Comuni prima della campagna elettorale. Il Piano territoriale di coordinamento è un piano complessivo per tutelare il paesaggio provinciale». Questo è il passato, voi che avete fatto? «Per continuità amministrativa lo abbiamo riapprovato in Giunta e poi in consiglio provinciale. Poi abbiamo formato una nostra commissione tecnica per valutare se le norme del Piano sono conformi con i nostri indirizzi di tutela del territorio senza ingessarlo. Una cosa è certa: il Ptcp c'è ed è stato votato dagli stessi assessori provinciali di De Luca». Secondo il sindaco la questione del Crescent e di piazza della Libertà compete solo al Comune. «Sì, secondo lui è illegale che la Provincia e io stesso mi intrometta perché il Piano non c'è. Invece adottando il Piano in consiglio provinciale abbiamo vincolato i Comuni che si devono uniformare al Ptcp nel redigere Pua, Puc e varianti urbanistiche». Perché sul Crescent si è aperto un tale conflitto Comune-Provincia? «Perchè da parte del sindaco c'è un interesse anomalo. Come cittadino secondo me quest'opera è un obbrobrio, un palazzone di cemento alto, lungo, senza pregi che deturpa la prospettiva di Salerno. Come presidente della Provincia compio atti, anche quello di costituirmi al Tar con il comitato NoCrescent. Se poi si può fare, rispetterò la decisione perché io porto rispetto istituzionale. Non come De Luca che pensa di essere Chavez e dice che devo stare zitto. Ma qui siamo in Italia, non in Venezuela». Lo scontro è solo sull'opera di Bofill o il Crescent è solo una scusa per altri problemi? «Non ci sono altre questioni aperte. La reazione scomposta di De Luca denota un interesse spasmodico per il Crescent che spero sia solo interesse politico. Sul resto dialoghiamo su tutto. Probabilmente certi atteggiamenti diplomatici da parte del Comune erano diretti ad ottenere acquiescenza sul Crescent. Evidentemente il sindaco non mi conosce: io lavoro per la trasparenza, la legalità e i diritti della comunità con tutti i Comuni, quelli di centrodestra e centrosinistra, quelli piccoli e quelli grandi. E tra le cose da tutelare c'è anche il paesaggio che a Salerno sta venendo deturpato con un sindaco che non conosce il rispetto istituzionale. Vorrà dire che glielo insegnerò io nei prossimi cinque anni». RIPRODUZIONE RISERVATA
CAMPANIA - Il Crescent è un obbrobrio
Il presidente della Provincia di Salerno, De Luca, ha affermato che il Crescent, un progetto di edificazione di Bofill, è un obbrobrio e che come presidente della Provincia cercherà di fermarlo. Ha anche affermato che il Piano territoriale di coordinamento (Ptc) non esiste e che quindi non ci sono vincoli alla realizzazione dell'edificio. Tuttavia, la Provincia ha già costituito un comitato per ricorrere al Tar e ha adottato il Ptc in consiglio provinciale. De Luca ha anche affermato che la questione del Crescent compete solo al Comune e che il sindaco ha un interesse anomalo. Il presidente della Provincia ha anche promesso di rispettare la decisione del Tar se si può fare.
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