Una decina di quadratini colorati di azzurro su una della grandi tavole che disegnano la Siracusa che verrà, svelano un «giardino pubblico» al posto dei capannoni abbandonati della via Elorina. E' questa una delle novità del Piano regolatore generale approvato due anni fa dal Comune, dopo un decennio di lavoro. Un progetto futuro che certo stride con quello che si scorge oggi in loco, tra stradine impraticabili e magazzini abbandonati in quel tratto che collega la via Elorina, di fronte al mercato ortofrutticolo per intenderci, al fiume Ciane. Qui, a leggere l'articolo 45 del volume che raccoglie le norme tecniche di attuazione del Prg, nascerà quel giardino oggi indicato con la sigla zona R3: ovvero, riqualificazione costiera. «Il vecchio Piano regolatore - spiega l'architetto Francesco Pappalardo, che era presidente dell'Ordine durante la redazione del Prg e lo ha dunque seguito passo passo, contribuendo con i suoi colleghi alla revisione del regolamento edilizio - si basava su un concetto opposto a quello attuale: la città avrebbe dovuto svilupparsi attorno al suo golfo, come Napoli per capirci. Sviluppo urbanistico ed economico insieme. Poi c'è stato un cambio di rotta, e oggi il Prg prevede che la città cresca verso nord, verso la Pizzuta. Nella sua zona meridionale invece si tenta di recuperare il rapporto con il mare attraverso la demolizione di vecchi fabbricati lungo la via Elorina che si affaccia sul Porto Grande, e la nascita qui di un polmone verde». Un piccolo miracolo, dopo anni e anni di abbandono, che trasformerà una zona dimenticata in un luogo ameno. Almeno così si legge dalle tavole del Prg. Di fronte a questo «giardino pubblico», invece, nasceranno piccoli punti vendita e si vieta esplicitamente la realizzazione qui, a ridosso del mercato ortofrutticolo, di grandi strutture di vendita. Niente centri commerciali, dunque. Ma piccoli negozi che saranno raggiungibili attraverso una nuova strada che il Prg disegna alle spalle del mercato. E dove andranno a finire le attività commerciali che oggi proliferano lungo la via Elorina e la via Columba? Il Piano immagina una sorta di area destinata ad attività produttive e commerciali nella zona dei Pantanelli, dove sono indicate con la sigla «D3 uno» le aree dove nasceranno i nuovi impianti, a fianco di «D3 due» dove vi è il grande centro commerciale. «Questa però è una zona ad alto rischio idrogeologico - afferma l'architetto Pappalardo - come testimonia il parere del Genio civile. E' dunque lecito chiedersi se sia opportuno far sorgere qui un'area artigianale e commerciale». Pappalardo solleva così l'interrogativo per antonomasia di questo Prg: è possibile modificarlo? Lo stesso architetto sottolinea infatti l'impossibilità di rifare daccapo il Piano per i tempi biblici che ci sono già voluti, e propone «piccoli correttivi» necessari per intervenire in zone come quella in questione. «L'Unione europea - dice Pappalardo - invitava nel 2001 i Comuni a redigere la Valutazione d'impatto ambientale (Via) e la Vvalutazione ambientale strategica (Vas) in fase di elaborazione dei Prg, come oggi suggerisce una circolare regionale. Bene, questa dev'essere una priorità, perché se non è possibile rifare il Prg è però opportuno fare una Vas laddove si riscontrino zone critiche, come quella dei Pantanelli. Questo genere di correttivi sono strumenti necessari, finalizzati a migliorare il Piano nell'interesse collettivo, paesaggistico urbano e rurale, e non certo in quello personale».