IL COMUNE di Firenze si è costituito parte civile nel procedimento sul project financing, il contratto in forza del quale sono stati costruiti il sottopasso di viale Strozzi e i parcheggi di piazza Beccaria, della Fortezza e di piazza Alberti. E proprio ieri, durante l' udienza preliminare davanti al giudice David Monti, la procura, che contestava una serie di illeciti in relazione al solo sottopasso, ha fatto sapere di aver allargato l' indagine a tutto il project. Il pm Giulio Monferini, che coordina l' inchiesta con il collega Gianni Tei, ha depositato una consulenza che rileva profili di illegittimità anche nelle altre opere. Perciò - dopo che l' avvocato Federico Bagattini, a nome del sindaco Matteo Renzi, ha depositato l' atto di costituzione di parte civile - l' udienza è stata rinviata al 31 marzo per consentire ai pm di formulare le ulteriori contestazioni. I consulenti della procura, Eugenio Turrin e Vittorio Di Giorgi Campedelli, calcolano il danno subìto dal Comune, concedente dell' opera, in oltre 20 milioni e mezzo in rapporto al primo contratto di concessione e in quasi 6 milioni in rapporto al secondo contratto. Le opere del project dovevano essere interamente a carico del concessionario Firenze Mobilità, il cui socio di maggioranza è l' impresa Baldassini-Tognozzi-Pontello. Inizialmente il project comprendeva due opere cosiddette «escluse», cioè meri costi per l' investitore, - il sottopasso di viale Strozzi, completo di stazione per i bus urbani e di collegamenti verticali, e il parco del Mensola, poi cassato - e tre «opere calde», cioè i parcheggi, che l' investitore avrebbe poi preso in concessione per recuperarei costi di tuttii lavori. Secondo i consulenti della procura, nel contratto di project, per far fronte ad eventuali maggiori spese, sono previste la proroga della concessione o l' aumento delle tariffe, ma «è escluso qualsiasi meccanismo che comporti una corresponsione di prezzo da parte del concedente». Che, per parte sua, non dovrebbe interferire sui lavori, incidendo sui costi dell' opera e sui rischi di impresa. A Firenze, invece, è accaduto ben altro. Il parcheggio di piazza Beccaria doveva essere più esteso. Quello della Fortezza, progettato di tre piani interrati poi ridotti a due, è stato in parte demolito su decisione del Comune perché interferiva con il monumento. Firenze Mobilità ha chiesto il conto a Palazzo Vecchio, ha ottenuto dei rimborsi e ha vinto un arbitrato sul tormentato parcheggio della Fortezza. Secondo la procura, però, nel sottopasso (e non solo) i prezzi sono stati gonfiati. Ragion per cui l' ex dirigente della direzione urbanistica Gaetano Di Benedetto, già responsabile del procedimento e difeso dall' avvocato Nino D' Avirro, è accusato di abuso d' ufficio, falso in atto pubblico e truffa ai danni del Comune con il presidente e il consigliere delegato di Firenze Mobilità Vincenzo Di Nardo e Mario Pasquini e con il legale rappresentante della Project Costruzioni Giorgio Formigli, difesi dagli avvocati Sandro Traversi e Sara Gennai. Sotto accusa, per illecito amministrativo, anche Firenze Mobilità. Traversi obietta: «Se le opere del project fossero state realizzate con un appalto tradizionale, i costi sarebbero stati molto superiori».