La Biennale comincia a occuparsi dell'Asac. E' la buona notizia che scaturisce dal Consiglio di amministrazione della fondazione, tenutosi ieri a Venezia, in cui il presidente Davide Croff ha presentato una relazione sullo stato dell'Archivio storico delle arti contemporanee, da anni in gravi condizioni di degrado nella sua sede di Ca' Corner della Regina, tanto da registrare perdite e sparizioni in serie di opere e preziosi materiali d'archivio, di cui il nostro giornale ha più volte riferito. La Biennale ha avviato dopo anni un censimento approfondito dei materiali dell'Asac. L'Asac documenta tutte le attività della Biennale dal 1895 a oggi. Secondo Croff gli ammanchi pur riscontrati non sarebbero tali da giustificare particolari allarmi e risalirebbero comunque a prima del 1995. L'Archivio dovrebbe finire a Marghera, al Parco Scientifico e Tecnologico Vega, in un capannone in fase di allestimento, ma è attualmente ancora nella sede di Ca' Corner della Regina, chiusa da anni e in fase di restauro. La sede sarà ora messa in sicurezza e nel frattempo la Biennale proseguirà lo spostamento delle raccolte, che non sarà né semplice, né immediato, nonostante la volontà e l'impegno di Croff di rendere al più presto fruibile l'Asac da parte del pubblico e degli studiosi, anche tramite una completa digitalizzazione dei cataloghi, e di riportarlo infine a Venezia, in quell'unica sede che il presidente punta ad avere per l'istituzione: il Fontego dei Tedeschi a Rialto, ora di proprietà delle Poste Italiane, ma che dovrebbe diventare patrimonio della Biennale, con l'ingresso della società con un suo rappresentante nel Consiglio di amministrazione della fondazione. Il palazzo sarebbe in grado di ospitare appunto anche l'Asac, oltre a tutti gli uffici ora divisi in due sedi e a spazi espositivi permanenti, anche se i tempi di ristrutturazione non si presentano brevi. «Mi sembra che si stia affrontando il problema dell'Asac con una serietà nuova ha dichiarato a fine seduta il consigliere Amerigo Restucci, che da tempo si occupa dei problemi dell'Archivio anche se la sua sede definitiva non potrà non tornare ad essere nel centro storico veneziano, ed esso dovrà mantenere la sua unità, senza essere smembrato in alcun modo». L'ipotesi ha cominciato a circolare, infatti, dopo alcune dichiarazioni dell'assessore alla Cultura del Comune Armando Peres, rispetto al fatto che altre istituzioni si facciano carico di parti dell'Archivio, se la Biennale non è in grado di garantirne uso e integrità. In particolare l'Istituto Universitario di Architettura di Venezia guidato da Marino Folin sarebbe interessato alla documentazione architettonica e artistica, la Fondazione Querini Stampalia diretta da Giorgio Busetto a quella archivistica e l'Ufficio attività Cinematografiche del Comune curato da Roberto Ellero alla sezione cinematpgrafica. Mentre il lavoro di Marco Muller per la Mostra del Cinema va avanti sarebbero assicurati alla manifestazione anche i nuovi film di Spike Lee e Wim Wenders ancora non si parla della nomina del nuovo direttore della Biennale Arti Visive, nonostante manchi meno di un anno al via della manifestazione. Croff che sta vagliando candidature e programmi e sembrerebbe comunque intenzionato a proporre una triade di direttori, come il nuovo statuto consente ha comunque annunciato intanto alcune linee-guida, annunciando anche un grande simposio internazionale sull'arte contemporanea in occasione della mostra delle Arti Visive del 2005, che avrà anche un valore celebrativo visto che coincide con i 110 anni di vita della manifestazione con mostre storiche e retrospettive. Così sarà anche per il 2007, un anno significativo per la Biennale, con riferimento sia alla nascita della galleria d'arte moderna di Ca' Pesaro, che alla temperie artistica che Venezia viveva in quegli anni. Intanto, per l'edizione del 2005, tra le molte candidature di cui si è già parlato, torna anche a galla il nome di Achille Sonito Oliva. La Biennale ha visto ieri l'insediamento anche del consigliere che ha preso il posto di Valerio Riva a nome della Regione: il portavoce del presidente Giancarlo Galan Franco Miracco, già collaboratore delle pagine di cultura di questo giornale.