LA RIFORMA Gelmini colpisce nei musei. E' allarme per il minor numero di bambini che partecipano alle attività didattiche. Ed è allarme in particolare alla Gam, dove nonostantei nuovi spazi con affaccio sul giardino e l' effetto sorpresa legato alla recente riapertura, si è registrato il 40 di adesioni in meno. «LA MANCATA compresenza degli insegnanti rende più difficile l' uscita da scuolae tanti rinunciano» dice la presidente di Torino Musei Giovanna Cattaneo. «Per portare una classe al museo ci deve essere un rapporto di 1 a 15 tra adulti e bambini alle elementarie di1a 10 alle materne,è chiaro allora che la diminuzione degli insegnanti incida sulle attività fuori dalla scuola- dice Flavia Barbaro, coordinatrice della didattica di Torino Musei. - A questo si aggiunge il fatto che quest' anno per la prima volta chiediamo un contributo di 2 euro per ogni bambino, inoltre alla Gam siamo partiti tardi perché le collezioni erano inagibili fino a settembre inoltrato. Il problema esiste però anche a Palazzo Madama». Un problema che si sente per ora meno all' Egizio, perché prevedendo 4mila persone in più al giorno per l' ostensione della Sindone, si sono offerti forti sconti alle scolaresche per l' autunno. Ancora poco toccato anche il Museo del Cinema, che si rivolge però soprattutto agli studenti delle superiori. «Abbiamo registrato le adesioni solo fino a dicembre, non si sa che cosa succederà dopo» rispondono dagli uffici di via Montebello. La preoccupazione è generale, tanto che domani è previsto un incontro presso il Servizio educazione patrimonio dell' assessorato per la cultura, per fare il punto su una situazione che rischia di annullare gli sforzi fatti negli ultimi anni per creare un' educazione all' arte nel pubblico di domani.