UNA cartella clinica dei monumenti, con diagnosi e prognosi: è la "Carta del rischio" che individua monumenti, opere d' arte e luoghi in pericolo in tutta la Sicilia, dal Teatro greco di Taormina ai centri storici di Palermo e di Catania - pieno di cavità il primo, a tiro dell' Etna il secondo - per i quali l' allerta è decisamente alto. Attenzione puntata anche su Ortigia, isola dove trionfa il barocco, legata a Siracusa da un ponte, e su un grande e pericoloso vulcano sottomarino, il Marsili, che si trova in corrispondenza delle isole Eolie e la cui eruzione sarebbe disastrosa. Luoghi e monumenti da tutelare sono adesso raccolti nella Carta redatta dal Centro regionale di restauro, che dopo sei anni di lavoro e catalogazione presenta adesso il risultato degli studi, realizzati con un finanziamento europeo da quattro milioni di euro. unicum, per Gibellina la vocazioneè quella dell' arte contemporanea, mentre Santa Margheritaè individuata come spazio della memoria. A dirigere fi naturali, sia quelli causati dall' incuria e dal degrado prodotti dall' uomo. Un esempio? Il mercato palermitano della Vucciria, che a parte i problemi relativi alla sua stessa specificità, e al fatto di essere attraversato sotterraneamente da un fiume, vede un abbandono di alcune strutture, che diventano così un pericolo da non sottovalutare. Oppure lo stesso può dirsi di una mancanza di attenzione che ha prodotto disastri come quello di Scaletta Zanclea, che non è altro che la punta di un iceberg: ovvero, seppure a fronte di regolari permessi, è opportuno capire che non è il caso di edificare costruzioni su un terreno in condizioni naturalmente precarie». Il caso del Teatro di Taormina è emblematico per una serie di motivi: il luogo, si è detto, che rientra nella fascia di maggior rischio, insieme al grande impatto di visite turistiche che annualmente il teatro riceve. Per questo motivo è stato studiato, tra l' altro, l' impatto dell' antico teatro con le emissioni, da quelle acustiche prodotte durante i concerti a quelle relative agli agenti atmosferici, come pioggia e vento, da quelle geologiche alle microbiologiche. Un lavoro, in realtà, propedeuticoa quello che si annuncia come un grande intervento in questo sito: il Por 2007-2013 vedrà infatti un progetto realizzato dal Centro insieme alla Soprintendenza di Messina, volto ad "alleggerire" l' impatto dei visitatori sul teatro, o per meglio dire, a razionalizzarlo con maggiore attenzione, e proponendo un percorso più ampio. Insieme a Taormina, anche Castelmola e Giardini Naxos, località che nel loro complesso rappresentano un modello di «rischio a scala locale». Nella zona di Mazzarino, invece, lo studio è in netta controtendenza, perché questa parte di territorio nisseno vanta una singolare anomalia dovuta alla discordanza tra beni storici e presenza della popolazione. Altro studio importante e innovativo è quello relativo alle coperture dei siti archeologici, che una volta sfaldate e danneggiate possono essere il primo motivo di pericolo per il luogo su cui si trovano; ed è proprio su questa analisi che è stato realizzato il progetto per Piazza Armerina.
PALERMO - Vulcani, frane incuria monumenti in pericolo
La "Carta del rischio" della Sicilia, elaborata dal Centro regionale di restauro, identifica luoghi e monumenti in pericolo a causa di vari fattori, come la natura, l'umanità e le attività turistiche. La cartella clinica dei monumenti include diagnosi e prognosi per 150 siti, tra cui il Teatro greco di Taormina, i centri storici di Palermo e Catania, Ortigia e il vulcano sottomarino del Marsili. Il progetto è stato finanziato con 4 milioni di euro e ha richiesto sei anni di lavoro e catalogazione. La cartella identifica anche luoghi come Gibellina, Santa Margherita e Scaletta Zanclea, che sono stati classificati come spazi della memoria e di arte contemporanea.
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