FIRENZE I servizi del polo museale di Firenze sono entrati nel mirino di Civita, l'azienda romana presieduta da Luigi Abete, tra i cui azionisti figurano Giuseppe Costa ei gruppi Giunti e De Agostini (oltre allo stesso Abete). Il primo passo è stato quello di aumentare dal 30 all'80 la partecipazione in Opera laboratori fiorentini, la società che partecipa all'Associazione temporanea d'impresa Ati Giunti (insieme a Ferragamo, Bassifichi, Pinaider e ovviamente Giunti) di cui è anche il braccio operativo nella gestione di biglietteria e book shop dei musei statali del capoluogo toscano. Un business da circa 40 milioni. A cedere le quote, è stata la famiglia Ruggeri, che ha mantenuto il 20 di Opera. La prossima mossa sarà di partecipare alla nuova gara che la Soprintendenza si prepara a lanciare, essendo scaduti i termini della precedente concessione. «Stiamo lavorando al bando europeo che contiamo di chiudere in tempi brevi», ha detto ieri la soprintendente del Polo, Cristina Acidini, nel corso di un convegno sull'economia dei beni culturali organizzato da Confìndustria Firenze nell'ambito della settimana della Cultura d'impresa di Confindustria nazionale. Civita, attraverso Opera, punta a vincere la gara il cui esito è atteso a primavera 2010. Intanto a Firenze decolla il progetto voluto da Giovanni Gentile, leader locale degli industriali, per istituire una Biennale dedicata alle attività culturali, la cui prima edizione si terrà tra un anno. «A gennaio presenteremo il progetto, che prende spunto dalla convinzione che il settore dei beni culturali può essere decisivo per il Pil italiano e dalla constatazione che a livello mondiale le aree metropolitane giocano un ruolo sempre più determinante», ha spiegato Gentile. Il direttore artistico della Biennale fiorentina sarà Davide Rampello, presidente della Triennale di Milano, che ieri ha sottolineato l'importanza della «qualità anche nei servizi» collegati ai beni culturali, dai ristoranti alle librerie. Per Alessandro Laterza, presidente della commissione Cultura di Confindustria, il «progetto della Biennale di Firenze avrà una valenza nazionale» e potrà sfruttare la nuova centralità del capoluogo toscano con l'Alta velocità ferroviaria. Si stringono i rapporti Firenze- Milano, anche in chiave Expo.