A furia di commissariare qua e là, in Campania spunta la figura del commissario exante : cioè si nomina un commissario prima ancora che l'evento si materializzi. Una ragione ci sarà. E il caso del Forum delle Culture, evento internazionale Unesco previsto per il 20l3 a Napoli città, appuntamento che dovrà (dovrebbe) trasformare il volto della città. Così dicono. Dopo i rifiuti, le bonifiche, il San Carlo, gli scavi di Pompei, la Sanità, qualche federazione provinciale di partito e sezioni locali calde e chi più ne ha più ne metta, è il turno del famoso happening multiculturale. La nomina commissariale, ovviamente, è del Governo centrale che, dinanzi adun quadro ancora poco chiaro dell'organizzazione, ha fino ad oggi congelato la concessione dello status di Grande Evento al forum, attribuzione invece attribuita già a Milano per l'Expo. Ma cos'è successo in pratica? il consiglio comunale di Napoli di recente ha approvato una delibera per la creazione di una Fondazione Forum delle Culture, entità che dovrebbe andare a gestire oltre un miliardo di euro (si parla dii miliardo e 300 milioni di euro) attraverso interventi strutturali e logistici, dal centro storico all'area ex Italsider di Bagnoli, con tutti gli annessi e connessi, tanto per intenderci. L'amministrazione comunale vara la fondazione che, secondo il governo, puzzerebbe di partenopea furbizia: un direttore generale, 19 componenti del comitato scientifico, 5 revisori del conto, 7 consiglieri del Cda, 18 membri del comitato tecnico. Cinquanta - persone - cinquanta, alcune a titolo gratuito (si pensi alla possibilità che vi sia pure Gabriel Garda Marquèz in uno dei comitati) che hanno fatto immediatamente scattare il campanello d'allarme nelle stanze del ministero dei Beni culturali e in quelle di Bertolaso. Tant'è che, il tempo di una rapida ricognizione, arriva a Napoli una bella letterina, firmata Sandro Bondi, che blocca ogni aspirazione loale: «La struttura si presenta senza i necessari profili di trasparenza e snellezza operativa». Un modo come un altro per dire «Ci avete provato ma noi nonè che abbiamo tanti motivi per fidarci, visto come sono andate le cose con i tanti soldi piovuti finora in Campania». La situazione si incaglia, anzi si biocca, fino a pochi giorni fa quando scende in campo direttamente Bassolino. Parte la mediazione dell'ultimo figlio di Ingrao e, alle viste, si apre uno spiraglio dopo un vertice romano tra lui, Rosa Russo Iervolino, Nicola Oddati, Sandro Bondi e Salvatore Nastasi, direttore generale del ministero per i Beni Culturali. Si trova il punto di equilibrio dopo un'estenuante trattativa: da Roma fanno sapere che concederanno lo status di grande evento al Forum a patto che a Napoli accettino la nomina di un commissari. Questi, con ogni probabilità, sarà lo stesso Nastasi, manager capace che ha già risollevato le sorti del mitico ma moribondo Teatro San Carlo. L'ufficialità però ancora non c'è, mancherebbero alcuni passaggi formali. La partita ora è di scomposizione ulteriore delle cariche: è da decidere chi e perché, a Napoli, sarà il numero 2 di Salvatore Nastasi. E, intanto, sempre in territorio campano è da registrare l'ultima di Bassolino. Il governatore ha chiesto di essere risarcito dei «gravi danni di immagine al territorio e alle attività turistiche» per la vicenda rifiuti presentando istanza di costituzione di parte civile nel processo Rompi Balle, quello che sfiorò Bertolaso e coinvolse il prefetto di Napoli, Pansa.