Lo storico ha lasciato un manoscritto Battuto a macchina, con le piccole note a penna e foto storiche. È in custodia al museo Fioroni Tutto cominciò con l'amore folgorante per Legnago e quell'amore lo ha tenuto per mano, crescendo con lui, fino alla morte. Insieme a un desiderio irrealizzato: vedere pubblicato il suo ultimo lavoro, da certosino, da ammanuense quasi, sui borghi della città. Cosa non può fare un uomo, un «grande vecchio» come Ernesto Berro, per esempio, che è morto lunedì ma che ha accumulato tanta e tale memoria della sua città, dei suoi abitanti, dei suoi periodi storici, della case, delle strade, dei piccole e grandi avvenimenti, che è impossibile che mai scompaia davvero. Perché con passione, con l'alacrità di una formica, con la precisione dello storico e dell'archivista, Berro ha registrato e accumulato un vero patrimonio. Ultimo, quella sua ricognizione umana e architettonica dei borghi di Legnago - con nomi che ora sono pressoché scomparsi - che ora si trova, rilegata a mano, battuta a macchina, con le fotografie inserite con cura tra le pagine, al museo Fioroni, in attesa di un editore. Berro l'ha cercato tanto un editore del suo lavoro, ma il libro risultava «costoso», come riferiscono i figli Maurizio, Annalia e Maria Grazia. Eppure è una testimonianza preziosissima. Come tutto il materiale che Berro ha raccolto nella sua appassionata vita e che ora i figli stanno cercando di mettere a disposizione della comunità. Autodidatta, innamorato della scrittura, della fotografia e del cinema, dell'archeologia, della musica, del disegno, del giornalismo, Berro, con la gentilezza e l'operosità vecchio stampo, riuscì sempre sia a lavorare che a approfondire ogni suo interesse. Iniziò come raccoglitore di barbabietole per lo zuccherificio, e poi continuò in uno studio notarile e alla Riello, come impiegato. All'epoca del cinema muto, raccolse le fotografie dei divi del bianco e nero - di Rodolfo Valentino, specialmente - che appendeva sotto il tavolo come fosse un suo personale altarino. Poi fu amore per la fotografia e con una macchina tedesca girò per tutta la pianura a documentare ogni scorcio. Compresa Legnago dopo i bombardamenti. Vinse anche dei premi per dei cortometraggi in superotto, parlando della vita nelle corti. Di vita. Questo interessava a Berro. E questa è la sua grande eredità. D.A.
Quel libro sui borghi che non trovò editore
Un manoscritto Battuto a macchina, con note a penna e foto storiche, è stato lasciato da Ernesto Berro, un grande storico e amante della città di Legnago. Il manoscritto racconta la storia della città e dei suoi abitanti, con una grande passione e precisione. Berro ha accumulato un patrimonio di ricordi e documenti, che ora sono al museo Fioroni, in attesa di essere pubblicati. I figli di Berro stanno cercando di mettere a disposizione del materiale della comunità. Berro era un autodidatta con molteplici interessi, come la scrittura, la fotografia, il cinema, l'archeologia e la musica.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo