Sopralluogo della commissione consiliare guidata dalla presidente Lucia Cametti: si riapre il dibattito sulla destinazione dei contenitori «Ospiterà mostre d'arte, ma abbiamo 18 secoli di storia cittadina sepolti negli scantinati» dicono i consiglieri comunali Il patrimonio storico della città è inestimabile e vastissimo. Peccato che gran parte dei reperti ritrovati e archiviati in anni e anni di scavi e ritrovamenti, giace sepolta e impolverata nelle cantine della Soprintendenza e in qualche edificio comunale, senza che nessuno lo possa vedere, scoprire. Da questa convinzione e dalla voglia di riscoprire e valorizzare la storia veronese si è svolta ieri pomeriggio la visita della commissione Cultura, presieduta da Lucia Cametti, consigliere comunale di Alleanza Nazionale, al Centro Scavi Scaligeri, sotto piazza Dante e Cortile Mercato Vecchio. Scopo della visita quello di creare finalmente il Museo della città, ovvero una mostra stabile in grado di ripercorrere secolo dopo secolo, reperto dopo reperto, le epoche andate; da quella romana fin quasi ai giorni nostri. E secondo la presidente di commissione Lucia Cametti luogo ideale dove ricostruire oltre 18 secoli di storia veronese è Castel San Pietro e gli spazi che la Fondazione Cariverona sta per restaurare al fine di crearne un museo. Si è riaperto così il dibattito sulla destinazione di Castel San Pietro. O, per meglio dire, su quale tipologia di museo possa essere allestito nelle centinaia di metri quadri del palazzo. «Si è detto che probabilmente l'ex caserma austriaca ospiterà mostre d'arte contemporanea ma trovo che abbiamo talmente tanti secoli di storia nostra, veronese, da riscoprire o conoscere che sarebbe un peccato non approfittare di quegli spazi. Il nostro lavoro, come commissione, sarà proprio quello di raccogliere idee ed elementi concreti per poi proporre a Cariverona un programma ben definito», ha spiegato Cametti. A Castel San Pietro sorgerà fra qualche anno, quindi, una sorta di Carnavalet, (il museo della storia parigina) veronese? È ancora tutto da stabilire. L'idea è stata comunque accolta positivamente anche dalla minoranza, seppur con qualche riserva. «La proposta di creare a Castel San Pietro il museo della città è buona, tuttavia ora è Cariverona a dover decidere cosa mettere in mostra e come gestire quegli spazi, pur all'interno dell'ambito per cui sono stati concessi», ha commentato Patrizia Bravo, in commissione per il Pd. A guidare il gruppo di consiglieri attraverso i corridoi e la storia stratificata della città è stata la professoressa Lidia Resi, già presidente dell'Archeoclub. Il parere della Resi, condiviso anche dal consigliere di maggioranza Enzo Flego, è che solo nella cornice degli Centro scavi scaligeri, dove in poche centinaia di metri quadri sono racchiusi oltre 18 secoli di storia veronese, sono ben tenute, visibili e visitabili le fondamenta di alcune domus romane di vari periodi e addirittura l'unico muro, ritrovato in tutta l'Italia settentrionale, realizzato in sassi risalente al Medio Evo, si possa allestire il Museo della città.
I TESORI DI VERONA. Museo della città a Castel San Pietro
La commissione consiliare guidata dalla presidente Lucia Cametti ha visitato il Centro Scavi Scaligeri per discutere della destinazione di Castel San Pietro. La commissione vuole creare un museo della città che ripercorra 18 secoli di storia veronese. Si è detto che Castel San Pietro potrebbe ospitare mostre d'arte contemporanea, ma la minoranza ha espresso riserve. La professoressa Lidia Resi ha sottolineato che solo nel Centro Scavi Scaligeri sono racchiusi reperti storici ben tenuti e visibili. La commissione lavorerà per raccogliere idee e proporre un programma al Cariverona. Il museo della città potrebbe essere simile al Carnavalet di Parigi.
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