L'opera di sondaggio della Soprintendenza ai beni archeologici proseguirà tutto il mese: ritardi nel piano di intervento Il sagrato unico tra chiesa e campanile dovrà aspettare; le pietre risalgono al tardo romano E spuntano i reperti. A Sant'Ambrogio, la Soprintendenza ai beni archeologici fa sospendere i lavori nella lottizzazione denominata Ca' di Rossi, a fianco della chiesa. Terreni, questi, destinati in parte alla costruzione di abitazioni, in parte a parcheggio pubblico e anche a realizzare la nuova traiettoria di via Roma. L'imbocco di questa strada - va ricordato - grazie a una permuta di proprietà stipulata tra il Comune e la parrocchia, andrà spostato dal lato interno del campanile dove si trova oggi a quello esterno, per un tratto di circa 200 metri, così da garantire all'edificio sacro la realizzazione di un sagrato più ampio e riparato dal traffico da e per San Giorgio Ingannapoltron. Ma a ritardare i tempi di intervento ci si mettono, appunto, alcuni resti emersi all'interno della lottizzazione durante la fase preliminare dei sondaggi, obbligatori in questa zona considerata "sensibile" dal punto di vista archeologico. Si tratta, per il momento, soltanto di antiche fondamenta di pietra, collocabili secondo gli esperti tra l'epoca tardo-romana e l'alto medioevo. Ma ci sarebbero pure i frammenti di una struttura risalente all'età del ferro. Gli scavi, iniziati ormai da fine ottobre, cotinueranno per tutto il mese facendo sfumare così il progetto iniziale di finire e consegnare la strada rinnovata nel giro di sei mesi. La Soprintendenza, intenta alla mappatura e allo studio dei reperti, fa sapere che, se questi si riveleranno di scarso valore - come del resto sembrerebbe finora ai primi sondaggi - si potrà procedere alla loro copertura e quindi ai lavori sia delle case sia della strada. E se invece saltasse fuori qualcosa di interessante, si spera sia di dimensioni tali da poter essere asportato dal luogo di ritrovamento. «È quello che ci auguriamo anche noi», commenta il vicesindaco e assessore all'urbanistica Roberto Zorzi, «gli scavi archeologici, tra l'altro, causano di per sé un rallentamento nell'opera di modifica della strada, perché bisognerà attendere che il terreno, in questo periodo riempito di buchi, si ricompatti». E per un'asfaltatura come si deve, si dovrà aspettare l'arrivo della bella stagione. Ma il Comune spera comunque che la situazione si risolva al più presto, in modo da poter procedere a mettere in sicurezza l'area della chiesa parrocchiale e del campanile e delle opere parrocchiali, che si trova proprio al centro del crocevia tra viale del Marmo e appunto via Roma, la quale separa l'edificio sacro dal suo campanile.