Stretti in una morsa, tra traffico e centro commerciali. «E meno male che si chiama Ca' del Sole e ho scelto di venire a vivere qui con la mia famiglia perchè era una zona tranquilla e piena di verde». Lo dicono i residenti del quartiere di Serravalle che si sono incontrati in una assemblea di quartiere, promossa dal gruppo di minoranza consiliare La Nuova Unione. Ne emerge un quadro con alcune punte critiche, tipiche di un quartiere residenziale, che si è sviluppato e cresciuto in una manciata di anni. «In via Mascagni se piove forte inizia l'incubo: lo scantinato viene invaso da acqua e altro, visto che non abbiamo le fognature ma soltanto la fossa biologica», dice un residente. Ma, a preoccupare, è anche il corso del rio Negraro, «sparito sotto il cemento», senza parlare del traffico sul quale i residenti avevano chiesto ed ottenuto l'installazione da parte del comune di limitatori di velocità. «Il declino della qualità abitativa dei rioni Cà del Sole e Negraro salta fuori in modo chiaro dalle parole di chi ci vive, e va collegata a due fattori decisivi: la forte espansione della lottizzazione residenziale nell'area e il blocco territoriale, provocato dalla costruzione dei centri commerciali, che ha chiuso in una morsa la zona» sintetizzano Lelio Demicheli ed Armando Alice de La Nuova Unione. A confermarlo sono anche i dati della regione Piemonte che appioppano la maglia nera per il consumo del suolo al Comune di Serravalle. Dal confronto degli incrementi di cementificazione tra il 1991 e il 2005 tra tutti i comuni piemontesi quello di Serravalle Scrivia risulta avere il maggiore aumento per la provincia di Alessandria venticinquesimo a livello regionale. Secondo i dati statistici il comune amministrato da Antonio Molinari si estende su 1595 ettari di superficie: nel 1991 ne aveva consumato il 10,1, dato rimasto pressoché invariato nel 1998, poiché il consumo si ferma al 10,9. La percentuale si è alzata nel 2001, quando la costruzione dell'Outlet si è di fatto conclusa, arrivando a superare i 14 punti percentuali, che sono cresciuti al 15 nel 2005 e 18,8 nel 2007. In questi anni la variazione ha toccato l'86. Secondo i tecnici della Regione tuttavia «il consumo di suolo deve essere considerato come un processo dinamico che altera la natura di un territorio, passando da condizioni naturali a condizioni artificiali. Il fenomeno riguarda l'insieme degli usi del suolo che comportano la perdita dei caratteri naturali producendo come risultato una superficie artificializzata, la cui finalità non è la produzione e la raccolta di biomassa da commerciare». La Regione non fornisce giudizi sullo sviluppo del territorio, ma offre uno strumento ai Comuni per programmare la propria urbanizzazione. Secondo l'opposizione della Nuova Unione la curva di crescita potrebbe compromettere la "fetta" di suolo a disposizione di tutti i serravallesi nei prossimi decenni. Irene Navaro
LIGURIA - Serravalle Scrivia. L'opposizione: Comune maglia nera per il consumo del suolo
Il quartiere di Ca' del Sole a Serravalle è stato descritto come una zona residenziale che si è sviluppata e cresciuto in pochi anni, con problemi come lo scantinato invaso dall'acqua e il corso del rio Negraro sparito sotto il cemento. I residenti hanno espresso preoccupazioni per il traffico e la costruzione di centri commerciali che hanno chiuso la zona in una morsa. La Regione Piemonte ha classificato il comune di Serravalle come uno dei più consumatori di suolo in Piemonte, con un aumento del 86% tra il 1991 e il 2007.
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