Norme anti-Quadra, la giunta vara la modifica delle norme tecniche dattuazione del piano regolatore. E, come annunciato dal sindaco Matteo Renzi, capannoni ed edifici classificati come classe 6, cioè passibili di demolizione e ricostruzione, non potranno più essere trasformati in palazzoni di sette piani. Non da domani però. E stato chiarito che per cambiare le norme tecniche serve una vera e propria variante al piano regolatore che deve essere approvata dal consiglio comunale. Con la modifica proposta ieri dalla giunta, non si potrà più fra laltro aumentare del 10 per cento la superficie utile lorda. E per tutti gli interventi di sostituzione e ristrutturazione urbanistica si dovrà presentare un piano dattuazione (non sarà più sufficiente il permesso a costruire). E laltezza massima consentita delledificio progettato dipenderà, non solo dalle altezze dellisolato, ma anche dalla collocazione del nuovo edificio rispetto allisolato, spiega Palazzo Vecchio. In pratica, si dovrà mantenere invariata la sagoma delledificio. E al più, si potrà modificarla in ragione di un coerente adeguamento con gli edifici circostanti. In ogni caso, si avverte anche, laltezza massima del nuovo edificio che verrà ricostruito al posto del vecchio sarà limitata ad un massimo di 13 metri. E «qualora il nuovo edifico si collochi allinterno di un isolato laltezza massima si riduce a 7 metri». Praticamente alla metà. Le norme finora applicate, si spiega da Palazzo Vecchio, si sono rivelate inadeguate, dal momento che in passato gli interventi sugli edifici di classe 6 hanno prodotto «insediamenti talvolta incongruenti e impattanti con il contesto». Con la norma attualmente in vigore, si fa anche notare, era ammessa la demolizione di edifici di classe 6 e la loro ricostruzione in aree che il Piano regolatore individua come verde privato e aree di pertinenza di edifici pubblici e privati. Una volta che le modifiche al testo delle norme tecniche dattuazione saranno state modificate, tutto questo non si potrà più fare. Dora in poi sarà direttamente il consiglio comunale a intervenire e a controllare i singoli interventi. (m.v.)