Si sospetta che si crei un "serpentone" simile ad Agrigento e che ne scendano valanghe di acqua verso la città. I timori di migliaia di viterbesi: "Alterato il piano imbrifero". (nm) Un braccio di ferro tra Comune e Regione sull'Arcionello, con la Provincia che, al verificarsi di certe condizioni, potrebbe entrare nella partita come terzo incomodo. Un scontro segnato, attualmente, da un ricorso al Tar del Comune, che sostiene l'illegittimità della deliberazione regionale per la definizione del parco e ribadisce che, a tale riguardo, la competenza è sua: mentre, come detto, all'esito del ricorso potrebbe entrare in gioco la Provincia, viste le deleghe regionali alle province per la realizzazione dei piani urbanistici. Una situazione, questa dell'Arcionello, estremamente fluida, con quel Pian di Cecciole che, così stando le cose, sembra dover essere edificato, ma che, secondo le migliaia di viterbesi che, a suo tempo, firmarono una petizione poi sottoposta al Comune, rischierebbe di trasformarsi in un "monstrum", in un serpentone di cemento che, di Viterbo, farebbe "una nuova Agrigento" come, ancora ieri, si continuava a ripetere. Se il piano integrato per l'Arcionello, con la edificazione a Pian di Cecciole, dovesse passare, verrebbero realizzati, complessivamente, 23 edifici a sei piani, contenenti - calcolando ottanta metri quadrati ciascuno - circa cinquecento appartamenti. La conseguenza? "Oltre all'acqua della Pila e della Quercia, arriverebbe, tra piazza Genova, il sottopasso della Ferrovia e il centro, molta altra acqua", poichè è evidente - sottolineano - che "il piano imbrifero verrebbe alterato". Già adesso, nei garage della zona, a ogni pioggia c'è un vasto allagamento, e a via della Ferrovia occorre andare con una barca. Figurarsi cosa potrebbe succedere. Soprattutto, dicono, "dopo aver cementificato una zona in cui, oltre all'Urcionio e a un altro fosso, ci sono - tra l'altro - boschetti di querce, tassi, volpi, istrici, cardellini. L'Urcionio, prima o poi, potrebbe tornare quello che, secoli fa, abbattè le mura cittadine". Fantasie "apocalittiche" oppure, a edificare Pian di Cecciole, si arriverebbe davvero a creare una situazione che, sotto il profilo idrogeologico, è a rischio? Una cosa è certa: per molti viterbesi, quello dell'edificazione a Pian di Cecciole è già un incubo. Un incubo di cemento. Ciò che, in situazioni analoghe a quella paventata, è già successo in altre parti d'Italia, sembra, ancora adesso, non avere insegnato nulla a nessuno
VITERBO - Pian di Cecciole, incubo di cemento.
Il Comune di Viterbo è in scontro con la Regione Lazio sulla realizzazione del Pian di Cecciole, un piano urbanistico per l'edificazione a Pian di Cecciole. I timori sono che l'edificazione alteri il piano imbrifero e che si crei un "serpentone" di cemento che trasformi la città in una "nuova Agrigento". La Provincia potrebbe entrare nella partita come terzo incomodo. Il piano prevede la realizzazione di 23 edifici a sei piani con 500 appartamenti, ma ciò potrebbe causare problemi idrogeologici, come l'allagamento di piazza Genova e la perdita di boschetti di querce e tassi.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo