"Riconfermato per altri sei anni, i dipendenti sono con me" PARIGI - Che avesse intenzione di restare a Milano fino al 2013, e anzi fino allExpo 2015, non era una novità: lo ha detto più volte lui stesso, lo hanno ribadito il vicepresidente Bruno Ermolli e il sindaco Letizia Moratti. Ma ora da Parigi - dove la Scala ha tenuto domenica un concerto con il Requiem di Verdi diretto da Daniel Barenboim e dove ieri sera la Filarmonica ha suonato con Pierre Boulez sul podio e Maurizio Pollini al pianoforte - il sovrintendente scaligero Stéphane Lissner ha fatto un passo in più: rispondendo alle domande dei giornalisti francesi che gli chiedevano se prenderà le redini dellOpéra nel 2015, ha annunciato che la sua conferma al teatro milanese non solo per altri quattro anni, ma addirittura fino allExpo, è ormai cosa fatta. Accadrà mercoledì, quando si insedierà il nuovo consiglio di amministrazione del teatro. «La prima cosa che dovrà fare il cda - spiega Lissner, alla Scala dal maggio del 2005 - sarà nominare un vicepresidente e un sovrintendente. E il sovrintendente sarò io». Il suo mandato, come da statuto, durerà fino al 2013, anno verdiano e wagneriano: ma, in vista dellesposizione universale, la città ha chiesto a Lissner di restare fino al 2015 e lui ha dato la sua disponibilità. Un passo importante visto che, periodicamente, la stampa italiana ed estera ha riportato negli ultimi tempi voci secondo cui Lissner sarebbe stato in procinto di andarsene da Milano: prima a Berlino e a Madrid, poi a Salisburgo in coppia con Barenboim, dove invece è stato nominato Alexander Pereira, che lascerà lOpera di Zurigo. Lissner non smentisce: «Ho ricevuto proposte anche da Berlino e Madrid. E con Barenboim ero disposto a studiare un progetto per Salisburgo a partire dal 2014. Poi, invece, ho deciso di accettare il secondo mandato a Milano». Nemmeno lOpéra Bastille di Parigi, dove lattuale responsabile Nicholas Joel rimarrà fino al 2015, lo tenta, nonostante le pressioni in patria: «Non sono candidato, non andrò a Parigi - assicura - non avrei alcun ulteriore vantaggio rispetto alla Scala: posso dire che sto dirigendo la più bella maison del mondo». Il sovrintendente è certo di avere il teatro dalla sua parte: «Quando ti rendi conto che i dipendenti sono con te, che credono nel tuo progetto, che il dialogo si è affermato a poco a poco con difficoltà ma sempre meglio, allora dici: continuo». Ma la sfida è anche di carattere istituzionale: «Tra poco - dice il sovrintendente - la Scala dovrebbe essere nominata teatro nazionale, cioè ottenere unautonomia finanziaria. Speriamo che succeda». Soddisfazione per il quinto bilancio in pareggio e per aver ampliato la rosa dei direttori: «Ho ottenuto la presenza per i prossimi cinque anni dei più grandi maestri del mondo: Barenboim, Mehta, Dudamel, Salonen, Gatti, Boulez e Pappano». E per Lissner, ieri, è arrivata unaltra buona notizia: la firma del giudice allarchiviazione dellinchiesta sulle presunte violazioni alle norme di sicurezza in teatro.