Da definire ancora la dislocazione di alcuni servizi Cosa nascerà nella area di viale Alfieri una volta che il presidio ospedaliero sarà trasferito ai piedi della collina di Montenero? Residenze sanitarie assistite (il Pascoli sarà infatti abbattuto e Villa Serena riconvertito a nuove funzioni), un ospedale di comunità, un campus scolastico, la dirizione di zona dell'Asl con annesso distretto e probabilmente anche case e uffici privati. E' quanto emerso dalla relazione tecnica che i vertici della Asl 6 e i rappresentanti dell'amministrazione comunale hanno presentato, ieri mattina, ai consiglieri riuniti a palazzo Civico per una seduta congiunta della quarta e quinta commissione. Finora di questo aspetto se ne era soltanto parlato, lasciando spazio a varie ipotesi e soluzioni, ma ieri per la prima volta la questione è stata messa nero su bianco: ai consiglieri comunali sono stati presentati due scenari possibili di riutilizzo dell'ospedale di viale Alfieri. Che nelle carte è già stato ribattezzato "vecchio ospedale". Nel progetto del nuovo ospedale - che come sottolineato dall'assessore Bruno Picchi e dalla direttrice generale, Monica Calamai, "è ancora in fase di studio e quindi soggetto a modifiche" - sono presenti due ipotesi di riutilizzo dell'attuale area ospedaliera. La prima vede la realizzazione di un campus scolastico (e forse anche universitario) nella porzione di ospedale che si affaccia su via Gramsci (praticamente di fronte all'ex pronto soccorso), mentre la seconda prevede che il polo dell'istruzione sia sistemata sul lato opposto, in via della Meridiana. La soluzione che sarà scelta per il il campus scolastico avrà conseguenze anche sulla dislocazione dei servizi sociosanitari: nella prima ipotesi, saranno ubicati nella porzione tra via della Meridiana e viale Alfieri; nella seconda, invece, troverebbero posto sul lato di via Gramsci. Da questa scelta dipenderà buona parte della riutilizzazione del vecchio ospedale. Dove, come mostra la grafica che pubblichiamo in pagina, oltre al polo scolastico e ai servizi sociosanitari sono previsti la realizzazione di un centro poliambulatoriale, di una sezione amministrativa (con uffici e servizi) e di un'altra distrettuale. Ma nella relazione tecnica viene individuata chiaramente anche una vasta porzione di area per la quale sarebbe pronta una "ipotesi di riutilizzo per edilizia e servizi privati, con possibilità di demolizione, ricostruzione, ristrutturazione e riconversione". Insomma, edilizia privata con cui fare cassa: le entrate derivanti dalla vendita di case e uffici sarebbero riversate nella realizzazione del nuovo ospedale. Sempre ricordando, come ha sottolineato Bruno Picchi, il vincolo della Soprintendenza: in pratica l'altolà a modificare la struttura esterna dell'ospedale che è un edificio storico. La legge del mattone si abbatterà quindi sulla parte nuova dell'ospedale. "Gli scenari possibili di riutilizzo - continua Picchi - rientreranno comunque in una visione complessiva di recupero urbano, che abbraccia tutta l'area fino al Cisternone».