LIVORNO. Asl e Comune spingono sull'acceleratore e provano a blindare, in cinque mesi, il progetto del nuovo ospedale. Entro il 30 novembre è prevista l'approvazione del bilancio preventivo della Asl 6, e analoga scadenza è stata prevista per la sigla del protocollo d'intesa (tra Regione, Provincia, Comune, azienda sanitaria e soprintendenza dei beni architettonici e paesaggistici di Livorno e Pisa). L'accordo di programma entro il 28 febbraio dovrà ricevere anche il sì di Anas e Ferrovie dello Stato. Poi, entro il 31 maggio, sarà pubblicato il bando di gara per l'assegnazioni dei lavori che, secondo le previsioni dei tecnici della Asl e del Comune, dureranno quattro anni: ma l'iter della gara durerà circa due anni. Insomma Asl e Comune stimano di vedere in funzione il nuovo ospedale per il 2016. «Ma - lancia il sasso Giangranco Lamberti nel corso del dibattito - attenzione ai vuoti che potrebbero nascere nel corso della campagna per le elezioni regionali: l'accordo di febbraio, una volta siglato, dovrà essere approvato entro trenta giorni, con tutte le attenzioni del caso». Insieme al bando per i lavori, come annunciato dalla direttrice generale, dovrebbe partire anche un bando per l'assegnazione in toto di quei servizi - come ad esempio la mensa e le pulizie - che sono già stati esternalizzati negli anni, ma che risultano un po' frastagliati e quindi mal organizzati. Prima, comunque, è previsto un altro passaggio fondamentale: entro fine mese il consiglio comunale dovrà esprimersi in merito alla trasformazione dell'area di Montenero da "servizi" a "servizi sanitari" (l'amministrazione, insomma, non presenterà una variante al Prg). E i finanziamenti? Anche su questo fronte la relazione di ieri ha fornito qualche dettaglio in più: 130 milioni di euro (il 57 della spesa complessiva) arriveranno da un fondo di rotazione della Regione Toscana, 30 milioni (13) dalla contrazione di un mutuo e 68 (circa il 30) da un'operazione di project financing. Il totale della spesa ammonterebbe, così, a circa 228 milioni di euro che però salirebbero a quota 266 (e qualcosa in più) considerando arredi (9 milioni), attrezzature sanitarie (oltre 22 milioni) e Iva (6 milioni).