All'alba dei risultati delle amministrative, per la dotta Bologna si tirano le somme. E il risveglio è duro. Almeno nel comparto cultura. Nell'avvicendamento dell'amministrazione da Guazzaloca a Cofferati la programmazione economica per le attività culturali del 2004 è ancora tabù. Sarà perché l'arte rende? Si potrebbe pensare di sì se si considera l'ultima acquisizione da parte del comune dell'abitazione di Giorgio Morandi, presto destinata a diventare spazio espositivo con l'allestimento dell'architetto Iosa Ghini. Oppure l'acquisizione del Fondo Pasolini raccolto da Laura Beiti per oltre 20 anni e dato in affido dall'Associazione Pier Paolo Pasolini al comune di Bologna e da questo alla cineteca. Oppure, ancora, alla destinazione espositiva di due sale di Palazzo D'Accursio, sede del comune, aperte da poco a opera della Galleria d'arte moderna e dedicate a Pelagio Pelagi. A questi si sono aggiunti da poco gli spazi recuperati dell'ex sottopassaggio tra via Ugo Bassi e via Razzoli, da tempo in stato di degrado e riconsegnati alla città il 16 aprile scorso, dopo essere stati trasformati dal comune in una moderna galleria d'arte curata da Dino Gavina, con la ristrutturazione dell 'architetto Kazuhide Takahama, dove è attualmente allestita la mostra «Moderni e contemporanei». Questi progetti sono gli ultimi di una strategia più ampia che negli ultimi cinque anni, con la benedizione di enti pubblici e istituti privati, ha consentito la nascita di tre nuovi musei: il Museo della musica, il Museo della resistenza e quello della Madonna di San Luca. Dando per scontato che la cultura rende, meno certo è quanto costa. Nel 2002 il settore è costato al comune 25 milioni di euro, poco più del 2001, quando per il comparto erano stati spesi meno di 23 milioni di euro. L'entità della spesa dovrebbe rimanere inalterata quest'anno in quanto, anche se i dati definitivi non sono ancora disponibili, alla voce consumi nel consuntivo 2003 a disposizione on-line sul sito del comune di Bologna ci sono 12 milioni di euro (di cui circa 3 milioni per il teatro, 2,5 per la sala borsa e poco più di 1 milione per la Gam), 2 milioni in più rispetto ai consumi registrati nel 2002. La struttura di punta, che nel 2003 ha fatto registrare più di 200 mila visitatori totali distribuiti fra musei e spazi espositivi, biblioteche escluse, è con 58 mila presenze il Museo archeologico, seguito dalle quasi 30 mila della Galleria d'arte moderna (Gam), sedi distaccate comprese, e a poca distanza con poco meno di 25 mila visitatori dal Museo Morandi, fondato da una costola della Gam nel 1993 all'interno di Palazzo D'Accursio. Al confronto con i dati 2002 tutti e tre gli spazi hanno registrato un leggero calo, bilanciato però dall'aumento degli ingressi paganti su quelli gratuiti che nell'anno precedente erano stati avvantaggiati dall'iniziativa comunale «Vivi Bologna», che prevedeva appunto il biglietto gratis durante il fine settimana. Più certi sono i dati pervenuti dalle due Fondazioni Carisbo e Del Monte, che nel frattempo continuano sulla vecchia linea di successi cominciata nella scia di Bologna 2000 capitale della cultura. La Fondazione Carisbo nel 2003 ha approvato 201 stanziamenti per complessivi 10,8 milioni di euro a favore del settore arte e cultura. Di questo budget, più di 6 milioni sono stati destinati a iniziative artistiche e culturali di rilievo e ben 1,1 milioni di euro per l'attività culturale di iniziativa della Fondazione in San Giorgio in Poggiale. La Fondazione Carisbo ha conosciuto una considerevole espansione dell'intero comparto rispetto all'esercizio precedente, anche con una forte apertura al contemporaneo, testimoniata dalla prima personale in Italia dell'artista americano Eric Fischi (marzo 2004), allestita appunto nei locali di San Giorgio in Poggiale. La fondazione, inoltre, fissa in tre anni l'arco temporale per la partenza del Museo della città, ora in fase di progettazione, da realizzare all'interno di Palazzo Pepoli; si tratterà di una sorta di luogo destinato alla ricostruzione storica ma anche virtuale della città in chiave di valutazione integrata dei singoli profili legati al territorio. Anche la Fondazione Del Monte, per vocazione più incentrata al restauro di monumenti cittadini (come quello del santuario della Madonna di San Luca, oggi sede delle mostre più seguite), quest'anno ha destinato 125 mila euro degli oltre 7 milioni finalizzati alla cultura come contributo per la realizzazione della mostra sul nudo allestita dalla Gam in collaborazione con Artificioskira (quasi 90 mila visitatori, di cui 12 mila nell'ultima settimana). E con l'esposizione nella sala dell'ex borsa del quadro di Guido Reni Arianna abbandonata da Teseo dal 4 giugno a oggi ha registrato già 15 mila visitatori.