Un nuovo imprevisto ha colpito durante la notte la Galleria degli Uffizi. Dopo la notizia di qualche giorno fa del danno al piede della statua che raffigura Pier Capponi, custodita nella parte esterna del loggiato vasariano, stavolta la cattiva sorte ha scelto una tela settecentesca firmata dal pittore fiorentino Giovanni Domenico Ferretti. Il quadro, esposto al museo in occasione della mostra «Il fasto e la ragione», ieri notte è caduto al suolo per colpa di un gancio evidentemente non molto saldo. «Ha ceduto l'attaccaglia del quadro ha spiegato il direttore degli Uffizi Antonio Natali ma fortunatamente non è successo niente di grave». La tela non ha subito danni nell'urto, l'unica cosa a rimanere un po' acciaccata nella caduta è stata la cornice che, regolarmente assicurata, presto verrà restaurata. Il dipinto è un olio su tela arrivato direttamente da Avignone, nel sud della Francia, in occasione della mostra che riunisce alcuni degli esempi più alti dell'arte del Settecento in Toscana, tra cui si fanno ammirare i lavori di Giovanni Battista Ferretti (del quale sono esposte due opere), che fu uno dei più importanti pittori rococò toscani nonché allievo del contemporaneo Giovanni Battista Tiepolo. Sono dipinti dalla sua abile mano, una delle migliori del tardo barocco, gli affreschi del coro della Badia Fiorentina, quelli della villa medicea La Magia a Quarrata, nel pisano, la cappella dedicata a San Giuseppe nella cattedrale di Santa Maria del Fiore e la cappella Vespucci nella chiesa di Santa Trinita. «L'attaccaglia (quel gancio, spesso triangolare, al quale si aggancia il chiodo, ndr .) è arrivata a Firenze così ha precisato Antonio Natali non è stata avvitata alla cornice né dalla galleria, né durante l'allestimento della mostra». Il quadro, che ritrae una delle scene mitologiche care al pittore, vede al centro della scena un soggetto a torso nudo attorniato da altre figure. Difficile stabilire la causa della caduta, probabilmente il gancio si era semplicemente allentato col tempo, al punto da non reggere più il peso del quadro. Nessuno era presente al momento del distacco dal muro, che è avvenuto durante la notte tra venerdì e sabato e del quale si sono accorti i custodi al momento dell'apertura del museo e della mostra. «Avviseremo il prima possibile i legittimi proprietari del dipinto » spiega Natali riferendosi alla direzione del museo di Avignone. Il dipinto, che sarebbe dovuto rimanere esposto nella sala degli Uffizi fino al prossimo 13 dicembre, data conclusiva della mostra (prorogata, grazie al successo di pubblico riscosso nei primi quattro mesi di apertura, di oltre due mesi rispetto al primo termine stabilito, fissato originariamente per il 30 settembre), probabilmente verrà presto ricoverato per il restauro della cornice.