Erano state erette per contrastare le scorrerie dei pirati saraceni, stanno cedendo agli assalti del tempo. Mura sbrecciate, cedimenti nei solai e nelle fondamenta, le torri costiere di Teulada sono a rischio crollo. Un lento ma inesorabile declino a cui la Regione, proprietaria delle fortificazioni che si stagliano lungo la costa, ha deciso di porre rimedio con un piano di recupero e conservazione che, oltre a Teulada, coinvolgerà Cagliari, San Vero Milis e Alghero. Dopo mesi di studi e sopralluoghi (alcuni dei quali in collaborazione con il Comune), i tecnici della Conservatoria delle coste hanno stilato una mappa delle torri costiere su cui intervenire per salvarle dal degrado e dall'abbandono. Un patrimonio storico e culturale che, oltre alle torri di Cagliari (del Poetto e del Prezzemolo), San Vero Milis (Capo Mannu, Scal'e Sali e Sa Mora) e Alghero (della Pegna), comprende anche tre fortificazioni presenti nel territorio di Teulada: torre di Capo Malfatano, Porto Scudo e del Budello. Opere che, edificate nel Seicento per contrastare le scorrerie dei pirati, rappresentano (insieme a quelle di Piscinnì, Porto Scudo e Cala Piombo, ormai quasi dei ruderi) un tassello importante del patrimonio storico e culturale di Teulada. E per il cui recupero la Regione ha messo a disposizione quasi due milioni di euro. Somme che, ripartite con gli altri centri interessati, consentiranno di recuperare e, magari, rendere fruibili dal punto di vista turistico le tre torri. Del resto, esclusa in parte la torre del Budello che si staglia tra l'omonimo porticciolo e quello turistico di Porto Tramatzu, le altre due fortificazioni versano in un grave stato di abbandono e degrado. Così per la torre di Capo Malfatano che, sul'omonimo promontorio, è un po' il simbolo del territorio di Teulada. Ma anche per la torre di Porto Scudo che, situata nel bel mezzo del poligono interforze di Capo Teulada, ha risentito più delle altre dell'incuria e degli effetti (negativi) delle esercitazioni militari.