Forse anche Mecenate, quando si decise a «sponsorizzare» Virgilio, pensava di poterne ricavare qualcosa. Probabilmente, un guadagno «in immagine». Oppure, un posticino come ministro alla corte di Augusto. Non riescono proprio a mettersi d'accordo, i trenta rappresentanti delle aziende piemontesi entrate a far parte, nel corso degli ultimi sedici anni, della Consulta per la valorizzazione dei beni artistici e culturali di Torino. Così, tanto per tagliare la testa al toro, decidono di mettere da parte il paragone con il magnanimo cittadino romano e definirsi degli «sponsor» tout court. «Anche se una particolarità rispetto alle normali sponsorizzazioni c'è senz'altro - sottolinea il presidente della Consulta, Luigi Garosci - In questo caso, infatti, trattandosi di un gruppo di trenta aziende che agisce di comune accordo, il guadagno in immagine che viene da ogni iniziativa va a ricadere sull'intera Consulta, più che sui suoi singoli componenti». Ed è proprio in questa coesione, in questa particolare comunione d'intenti tra società private, che sta la vera originalità di questa istituzione, affermata-si nel corso dei suoi sedici anni di vita come una realtà dinamica a sostegno del patrimonio artistico della città. In sedici anni la Consulta torinese si è impegnata in quindici grandi interventi: dal restauro dell'Aula del Parlamento subalpino alla realizzazione dell'artistica inferriata di Mastroianni per il Teatro Regio, fino ai recenti lavori di Villa Regina. Per il biennio 2004-2005 sono in cantiere quattro importanti progetti: la rimessa a nuovo della facciata della Palazzina della Promotrice, della cancellata di Palazzo Reale, della parte ottocentesca di Palazzo Carignano e delle due fontane in piazza Gin. Dall'Aula del Parlamento subalpino alla facciata juvarriana dell'Archivio di Stato, passando per le tele del Crivellino al Castello Cavour di Santena, fino alla realizzazione della cancellata in bronzo firmata da Umberto Mastroianni per il Teatro Regio. La Consulta torinese non ha certo perso tempo. E nel corso di questi sedici anni passati dalla sua fondazione ha impegnato le proprie forze (e le proprie finanze) in ben quindici grandi interventi, per un investimento complessivo di oltre dieci milioni di euro. Ma il bello deve ancora venire. E per il prossimo biennio, la congrega che annovera tra i suoi esponenti anche la Compagnia di San Paolo, la Fondazione Crt, la Ferrerò di Alba, Lavazza, MartiniRossi e Fiat, ha già fatto grandi progetti. Quattro. «Il primo riguarda la rimessa a nuovo della facciata della Palazzina della Promotrice - spiega il presidente Garosci -, in vista dell'inaugurazione della mostra su "Gli Impressionisti e la neve"». Considerato che la collettiva dovrebbe aprirsi il 27 novembre prossimo, l'obiettivo sarà terminare i lavori di restauro entro quella data. In questo modo, i visitatori della mostra «preolimpica» potranno finalmente godere del suggestivo disegno dell'ingresso, segnato da due colonne corinzie. Ma soprattutto, avranno l'occasione di rivedere - in tutta la sua bellezza - il grande bassorilievo raffigurante le Arti liberali e la splendida cornice che contorna stipiti e fregio con motivi vegetali, fasci di spighe e fiori. Il secondo intervento della Consulta riguarderà invece la cancellata di Palazzo Reale, «che dopo l'intervento - sottolinea Luigi Garosci - ritroverà finalmente la sua doratura originale». Nei mesi scorsi, infatti, sono già state eseguite alcune analisi chi-miche e un rilievo della cancellata utile a effettuare la mappatura del degrado e dei distacchi. In questo modo, è stato possibile identificare una lega contenente ferro, carbonio e cromo, ma anche scoprire i residui di una vernice di colore rosso: il cosiddetto «minio». L'intervento di restauro, che toccherà anche i Dioscuri, comincerà nel prossimo mese di settembre per concludersi attorno all'ottobre del 2005. «Ma non è tutto - dichiara il presidente Garosci -, perché accanto a questi due grandi progetti, la Consulta ne ha già in cantiere altri due. Il primo riguarda il restauro della parte ottocentesca della facciata di Palazzo Carignano, un edificio al quale siamo ormai particolarmente affezionati». Fu proprio con il restauro dell'Aula del Parlamento subalpino, in effetti, che si inaugurarono le attività della Consulta nell'ormai lontano 1988. Undici anni dopo, poi, tornavano a occuparsi del complesso architettonico, intervenendo nell'Aula del Parlamento italiano. E ora tocca alla facciata che da su piazza Carlo Felice. «1 lavori - assicura Garosci - dovrebbero cominciare subito dopo l'estate». Quarto e ultimo progetto (almeno per questo biennio): il restauro delle due fontane di piazza Cln, da decenni cadute in disuso. «In soli quattro mesi ci impegniamo a restituire al Po e alla Dora la loro antica funzione - sottolinea ancora Luigi Garosci - Le ripuliremo e riporteremo l'acqua nelle loro vasche». D'altronde, la «sfida» - per questi imprenditori piemontesi che aderiscono alla Consulta - sembra essere diventato ormai un ingrediente indispensabile nella vita di tutti i giorni. E a quanto pare, non sono soli. Sul modello della Consulta torinese, infatti, sono già nate negli ultimi anni quelle di Fossano, Alessandria e Savigliano.