IL RESTAURO delle fontane del Po e della Dora in piazza Gin, nelle quali tornerà a scorrere l'acqua, e della Palazzina della Promotrice delle Belle Arti, in vista della mostra sull'Impressionismo e la neve, che vi verrà allestita a novembre. E ancora, il recupero dell'ala ottocentesca di Palazzo Carignano, che presenta problemi legati al degrado e alla sicurezza, e della cancellata di fronte a Palazzo Reale, raffinata opera di Pela-gio Palagi. Sono questi gli interventi che la Consulta per la valorizzazione dei beni artistici e culturali di Torino ha messo in cantiere per il biennio 2004-2006, annunciati ieri dal presidente Luigi Garosci durante un incontro all'Unione Industriale che è stato occasione per un bilancio su passato, presente e futuro di questa realtà, a 16 anni dalla sua istituzione. Con quindici interventi realizzati dal 1988 a oggi, e un investimento di oltre dieci milioni di èuro, la Consulta, di cui fanno parte oggi trenta aziende, ha visto con un certo anticipo la necessità di creare per Torino nuove potenzialità di sviluppo puntando sulle sue bellezze artistiche e architettoniche. Tra gli interventi realizzati, il restauro dell'Aula del Parlamento Subalpino, quindi di quello Italiano, a Palazzo Carignano, il ripristino della facciata juvarriana dell'Archivio di Stato e delle chiese di San Carlo e Santa Cristina, cui sono seguiti, tra gli altri, i lavori per la realizzazione di un caveau nel sotterraneo della Biblioteca Reale, in cui esporre in sicurezza i disegni originali di Leonardo a Vinci, la rimessa a nuovo del monumento a Vittorio Emanuele II e la ricostruzione dell'asse del Belvedere e del "Teatro d'acque" nei giardini della Villa della Regina. «Siamo nati con l'idea di realizzare un restauro all'anno da soli, ora preferiamo investire su interventi complessi e pluriennali, in collaborazione con le Soprintendenze e con altri enti» ha detto Garosci, illustrando luci e ombre di una realtà in fondo unica in Italia, anche perché gli imprenditori che vi partecipano sono disposti a mettere da parte individualismi e protagonismi per partecipare a progetti comuni: «Siamo efficienti, non sforiamo né nei tempi né nel budget, e questo è per noi motivo di soddisfazione. Ma siamo carenti nella promozione: così succede che nostri interventi anche importanti per la città poi non trovino la risonanza che meritano». E' il caso, per esempio, della pinacoteca dell'Accademia Albertina. Inaccessibile per anni, venne riaperta al pubblico grazie alla Consulta nel '96: per l'occasione fu anche realizzata una struttura per esporre a rotazione, illuminati da fibre ottiche, i preziosi e delicati "cartoni" di Gaudenzio Ferrari. A meno di dieci anni di distanza, quella Pinacoteca è di nuovo caduta nell'oblio, pochi torinesi la frequentano, i più forse non ne conoscono nemmeno l'esistenza. Ma oggi si volta pagina con interventi che saranno sotto gli occhi di tutti, in vista anche della fatidica data del 2006. Proprio ora stanno partendo i lavori per il ripristino della facciata della Promotrice (il recupero delle parti interne sarà invece opera del Comune) , a settembre inizierà il restauro della cancellata di Palazzo Reale, che includerà il restyling delle due statue dei Dioscuri: questo intervento si è reso ancora più necessario dal momento che proprio lo spazio di fronte ospiterà la Medal Plaza delle Olimpiadi. Poi, a seguire, partiranno gli altri lavori: per le fontane si dovrà attendere il via libera del Comune, per Palazzo Carignano quello delle Soprintendenze. Altre informazioni sulla Consulta si trovano ora sul sito www.consultaditorino.it.