I VESPRI Da un vecchio filmato sbuca un pezzo di Campania felix: una pineta sontuosa in riva al mare Tirreno che protegge un paese poggiato sulla sponda del fiume Volturno. Finché quello che non riuscì ai saraceni lo fanno, negli anni '60, le ruspe della famiglia Coppola che abbattono il verde, svuotano il fiume della sua sabbia, costruiscono un villaggio turistico con otto palazzoni e più in là villette con giardino. La storia del saccheggio che degrada l'ambiente e l'umanità di Castelvolturno (fino alla strage camorrista degli africani) è la parte centrale del lungo racconto di Roberto Saviano, lo scrittore che di quella terra conosce «L'inferno e la bellezza», come dice il titolo della serata speciale a lui dedicata (Che tempo che fa, Raitre). Dopo alcuni mesi, Saviano torna negli studi televisivi, gli stessi dove aveva tenuto una lezione sulla stampa locale campana, dopo la mattanza di immigrati a Casal di Principe. L'inferno del casertano (e dell'Italia) è incastonato in una piccola biblioteca civile, una rassegna di scrittori pericolosi e sovversivi, morti (come il nigeriano Ken Saro Wiwa o la russa Anna Politoskaia) o sopravvissuti alla ferocia del sistema politico (come il russo Shalomov nei racconti del gulag). Con Garcia Lorca, Danilo Dolci, Arenas Renaldo che allungano lo scaffale e alimentano nel telespettatore la voglia di conoscerli, di leggerli. Saviano fa vivere i momenti più duri della loro vita, fuggendo dalla falsa coscienza dell'eroismo, anzi soffermandosi sulle contraddizioni di questi uomini e donne (per esempio i rapporti difficili con i figli che non accettano genitori ingombranti e spesso lontani). L'obiettivo è comunicare il potere della scrittura, la forza delle parole che costruiscono una via di fuga dalla disperazione, come succede quando chi le scrive capisce di aver trovato una verità. Non è facile attraversare storie, paesi, personaggi e farne un unico libro orale. In piedi con il grande schermo alle spalle o seduto accanto a un tavolino pieno di libri, accompagnato da foto, video o nel silenzio, Saviano lo sa fare. Riesce a dipingere i ritratti vivissimi di Neda e Taraneh (le studentesse morte in Iran), è capace di tornare nel girone mostruoso di Beslan senza censurare i particolari più atroci, usandoli per trovare nella letteratura una via d'uscita, una riconciliazione con la speranza. Televisione insolita (come quella di Marco Paolini), premiata da quasi tre milioni di telespettatori, più che per X-Factor. nrangeriilmanifesto.it
Con Saviano i libri si ascoltano
Roberto Saviano, scrittore, torna negli studi televisivi per una serata speciale dedicata al suo libro "L'inferno e la bellezza". Il libro racconta la storia di Castelvolturno, un paese della Campania che è stato degradato dall'urbanizzazione e dalla costruzione di un villaggio turistico. Saviano esplora anche la storia di altri scrittori pericolosi e sovversivi, come Ken Saro Wiwa e Anna Politoskaia, e racconta le loro storie di sopravvivenza e resistenza. La serata televisiva è un'occasione per comunicare il potere della scrittura e la forza delle parole nella lotta contro la disperazione e la violenza.
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