L'imprenditore Parla Paolo Sodi, che ha l'azienda fra Sesto e Calenzano: noi ci sviluppiamo, le infrastrutture no Un gap infrastrutturale da colmare, per Sesto Fiorentino e per tutta la Piana, concertando le decisioni in una logica di Area vasta: per Paolo Sodi, presidente della sezione dell'area fiorentina Nord in seno a Confindustria Firenze, i dati dell'ultima indagine realizzata dall'Istituto Freni confermano i problemi esistenti. Sodi è l'amministratore delegato della Sodi Scientifica di Settimello, a metà fra Sesto e Calenzano, l'azienda che negli anni '60 ha inventato l'Autovelox. Presidente, i dati della ricerca mostrano che gli imprenditori della Piana sono più soddisfatti del livello di infrastrutture e servizi rispetto a quelli di altre aree della provincia, compreso il capoluogo, ma sono assai meno soddisfatti rispetto a quattro anni fa: perché? «Qui le infrastrutture non si sono sviluppate. Al contrario, il mondo dell'industria si è sviluppato: c'è una necessità di adeguamento ». Dai numeri emergono criticità soprattutto per quanto riguarda il traffico e la viabilità, anche a Sesto... «Devono ancora essere realizzate alcune opere viarie: ad esempio, il completamento della Mezzana- Perfetti Ricasoli, la parte che c'è adesso ha già dimostrato di essere insufficiente. I tempi di decisione e realizzazione sono una concausa del gap. Penso alla terza corsia A1, la cui realizzazione va avanti da tempo immemorabile: nella Piana ne risentiamo di più, perché siamo all'incrocio con la A11. E poi ci sono problematiche ad ampio raggio, dagli scarsi parcheggi alle cattive condizioni del manto stradale». C'è bisogno di fare di più anche a Sesto? «È un comune molto attivo industrialmente, basti pensare all'ultimo insediamento della Lilly. L'amministrazione deve innanzitutto fare quello che già sta facendo, come il lotto 5a della Perfetti Ricasoli, sebbene con maggiore celerità. C'è da rilevare poi, e in maniera molto positiva, l'apertura del sindaco Gianassi, che recentemente ha dato la disponibilità a concedere parte del Parco della Piana per il nuovo insediamento della Richard Ginori. Noi lo leggiamo in maniera positiva, perché se dà spazio e sacrifica una porzione di quell'area per un insediamento industriale, riteniamo che dovrebbe poter fare altrettanto per la pista parallela dell'aeroporto: che serve non solo a un'azienda, ma a tutta l'imprenditoria, e non solo». Peretola rimane quindi una priorità... «Nel documento che Confindustria Firenze ha presentato alla vigilia delle elezioni amministrative, è al numero uno fra le priorità; ma occorre pure potenziare altre infrastrutture, altrettanto importanti a livello viario. Abbiamo insistito molto anche sul termovalorizzatore, tema che crediamo sia avviato ad una soluzione». Come si colma il gap infrastrutturale? «Ci sono azioni che ogni Comune può prendere singolarmente, e altre più importanti e strategiche: il problema è l'assenza di una programmazione territoriale di Area Vasta per l'urbanistica e la mobilità. Ci ha fatto piacere vedere che il presidente della Provincia Barducci abbia sposato pienamente questa tesi e si sia dichiarato totalmente a favore di un governo più ampio». Un sì alla Superprovincia? «Si potrà chiamare Superprovincia o area metropolitana, ma dobbiamo andare verso quella direzione, soprattutto per le infrastrutture Leonardo Testai
TOSCANA - CEMENTO. Cara Piana mia, così non va: la pista nuova è urgente
Parla Paolo Sodi, presidente della sezione fiorentina Nord di Confindustria, ha sottolineato il gap infrastrutturale nella Piana, che impedisce allo sviluppo dell'industria e dell'economia locale. I dati dell'ultima indagine dell'Istituto Freni confermano i problemi esistenti, con gli imprenditori della Piana più soddisfatti del livello di infrastrutture e servizi rispetto a quelli di altre aree della provincia, ma meno soddisfatti rispetto a quattro anni fa. La critica si concentra soprattutto sul traffico e la viabilità, con la necessità di realizzare opere viarie come il completamento della Mezzana- Perfetti Ricasoli e la terza corsia A1.
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