Anacapri Secondo gli investigatori sarebbero stati trasformati due vecchi ruderi in altrettante stanze per un totale di cento metri quadrati La polizia a Villa Caprile, dove va in vacanza Montezemolo Villa Caprile nel mirino della polizia. Nella tarda mattina di ieri, infatti, nella dimora estiva di Luca Cordero di Montezemolo (che comunque non è il proprietario e non è indagato, ndr ) c'è stato un blitz degli agenti del commissariato di Capri. Su mandato dell'autorità giudiziaria, hanno provveduto ad un sopralluogo della villa durato quasi due ore. Gli uomini del vicequestore Stefano Iuorio, insieme ad un tecnico del Comune, hanno controllato a tappeto gli interni e gli esterni della storica villa anacaprese, costruita negli Anni Cinquanta dall'ingegnere Roberto Adinolfi, e hanno posto sotto sequestro preventivo due opere edilizie secondo gli investigatori trasformate abusivamente, per un totale di circa cento metri quadrati. Si tratterebbe di un'area coperta e di un vecchio rudere che sarebbero stati ampliati senza autorizzazione e trasformati, in pochi anni, in unità abitative a tutti gli effetti. Modifiche nelle volumetrie ma anche un cambio di destinazione d'uso realizzati illegalmente in un'area sottoposta a inflessibili vincoli paesaggistici. È questo, dunque, l'ultimo atto della maxi- inchiesta, nata la scorsa primavera, che coinvolge in primis i vigili urbani in servizio nel comune di sopra, che sono stati più volte ascoltati, insieme ad altre dieci persone, negli uffici della Procura, dove, qualche giorno fa, si è recato anche il sindaco Francesco Cerrotta, quale persona informata dei fatti. Al momento gli iscritti nel registro degli indagati sono solo tre: il comandante della polizia municipale di Anacapri, un ispettore in pensione ed un agente, tutti coinvolti nella vicenda che è stata divisa in due tronconi di indagine. Da una parte gli abusi edilizi riscontrati nella villa, dall'altra le presunte connivenze e la mancata trasmissione della relativa informativa alla Procura da parte dei vigili. L'indagine, aperta dalla sezione Ambiente della Procura di Napoli dal magistrato Aldo De Chiara, che decise di affidare gli accertamenti al commissario Iuorio di Capri, è partita da un'interrogazione al presidente Bassolino presentata a marzo dal consigliere regionale del Pdl Pietro Diodato, che segnalava alcune anomalie e accusava l'amministrazione comunale anacaprese di essere «servile verso i potenti di turno ed arrogante con i propri amministrati. Sarebbe interessante sapere scrisse all'epoca Diodato se i verbali e le informative stilate dalla locale polizia municipale siano mai pervenuti al procuratore della Repubblica di Napoli». Insinuazioni pesanti e gravi, quelle del consigliere regionale, che dovranno trovare risposta, considerato che gli accertamenti sono ancora in corso. Ma è opportuno sottolineare che Luca di Montezemolo è estraneo alla vicenda e non risulta essere tra gli indagati. Acquistata nel 2002 per circa tre milioni di euro, la villa appartiene alla società Fi.svi. (Finanziaria Sviluppo Srl di Roma) ma è utilizzata solitamente da Luca di Montezemolo, soprattutto durante le vacanze estive che trascorre nel tranquillo quartiere di Caprile insieme alla moglie Ludovica ed alle figlie. Proprio Villa Adinolfi, un paio di anni fa, fu teatro della grande festa di compleanno del presidente della Ferrari che, per i suoi 60 anni, invitò ad Anacapri centinaia di ospiti illustri, tra i quali, si ricordano, Michael Schumacher, Jean Todt, John Elkann, Sergio Marchionne Carlo Rossella e Luigi Abete. Claudia Catuogno