A sua volta, in una seduta del governo (sembra) piuttosto agitata, Tremonti ha fermato un decreto del ministro Prestigiacomo per la salvaguardia delle aree a rischio di dissesto idro-geologico, perché il decreto non dava la necessaria copertura di spesa. Anche in questo caso l'argomento è ineccepibile, ma anche in questo caso valgono gli interrogativi di cui sopra. Può un ministro, e bravo come la Prestigiacomo, presentare un decreto senza copertura? A stare ai giornali, la Prestigiacomo ha interpretato la bocciatura di Tremonti come una reazione alle critiche rivolte alla Banca del Sud: il che deporrebbe male per lo stile e la prassi del governo. A noi, però, di ciò importa poco. Importa solo che la Prestigiacomo abbia toccato un punto sul quale il paese è da sempre gravemente scoperto. Non si pensi solo agli ultimi, luttuosi casi del Messinese e di Ischia. Questi casi, come ben si sa, sono ricorrenti in Italia, dove, in un paese dal clima invidiabilmente felice, l'imprevidenza umana e le insufficienze del governo del territorio fanno danni non minori di quelli che altrove, in paesi dal clima meno felice, fanno a ogni stagione uragani e cicloni. Era meglio fare il ponte sullo Stretto di Messina o destinare gli ingenti finanziamenti per il ponte a un riassetto organico e programmato del territorio? Per noi la risposta è indubitabile. Ma lo Stretto è stato ormai deciso, e non si tornerà indietro. E allora? Allora bisogna trovare altre risorse per la salvaguardia del territorio, che è un problema di tutt'intera l'Italia, ma soprattutto del Mezzogiorno. Berlusconi ha scritto una breve premessa al libro Guida ai green jobs (ed. Ambiente), in cui giustamente ha sostenuto che i green jobs (l'economia «verde» e i suoi affari e vantaggi) sono un'opportunità di sviluppo, oltre che una necessità. Qui si tratta di ecologia, neppure di tutela del paesaggio (anche se poi le due cose coincidono). E allora, Presidente, perché non applicare quest'aurea affermazione al-l'Italia, e innanzitutto al Sud? Sorvoliamo su altre cose. Non possiamo, però, nascondere la tristezza (ed è un dir poco) che prende leggendo i giornali di questi giorni. Su quelli del Nord è ormai diventato impossibile, in materia di Sud e di meridionali, distinguere fra giudizi e pregiudizi; e se si fa presente che una tale incondizionata demonizzazione è inconcludente, oltre che ingiusta, si è subito assimilati ai difensori delle cause peggiori. A stento si salva Saviano, ma solo perché la sua Gomorra è diventata, intanto, un'icona mediatica, e un'icona funzionale a quei giudizi e pregiudizi. Ma (lo diciamo noi che siamo stati fra i primissimi a plaudirvi, quando ancora quasi non se ne parlava) davvero la camorra l'ha scoperta Saviano? In questi giorni Andrea Camilleri ha raccolto in Un onorevole siciliano (ed. Bompiani) le interpellanze parlamentari di Leonardo Sciascia: una iniziativa felice, che dimostra anch'essa che si sa da tempo quanto bisogna sapere di malavita organizzata e di onorate società (ricordate Le mani sulla città e i non pochi altri film di Francesco Rosi e di altri registi, non di rado perfino troppo coloriti e convenzionali nelle loro denunce?). Ma tant'è. Il Sud, i meridionali ne dovrebbero trarre l'ineludibile insegnamento che essi o si aiutano da sé o non li aiuta nessuno. Quel che si vede in fatto di candidature per le elezioni regionali non sembra, però, conforme a questa esigenza inevitabile. E diciamo la verità: se i giornali del Nord battono la poco bella strada della demonizzazione del Sud, è anche perché in questi ultimi anni tutto quel che da tempo sappiamo si è di molto aggravato, e questo siamo noi a doverlo riconoscere e a tenerne debitamente conto nei fatti, non solo nei discorsi.
ll tempo e le idee. Il Sud: aiutarsi da sé
Il ministro Prestigiacomo ha presentato un decreto per la salvaguardia delle aree a rischio di dissesto idro-geologico, ma il ministro delle Finanze Tremonti ha fermato il decreto perché non c'era copertura di spesa. Questo ha portato a critiche alla Banca del Sud e al governo. Il problema della protezione delle aree a rischio di dissesto idro-geologico è un problema grave in Italia, soprattutto nel Mezzogiorno. Il governo dovrebbe trovare altre risorse per la salvaguardia del territorio. Il presidente Berlusconi ha sostenuto che i green jobs sono un'opportunità di sviluppo e una necessità.
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