la facoltà genovese consulente della città pugliese La Corte dei Conti non ha bloccato l'incarico: «Attività di ricerca dopo l'accordo tra gli enti». Un lavoro da 240 mila euro genova. L'operazione non è stata indolore ma - malgrado le polemiche che l'hanno preceduta e accompagnata fino ad ora - è un riconoscimento all'eccellenza della facoltà genovese di Architettura. Il Comune di Lecce ha deciso già ai primi del mese di affidare un incarico di consulenza e "affiancamento" per l'elaborazione del piano regolatore cittadino al dipartimento di Progettazione urbanistica dell'Università di Genova diretto da Mosè Ricci. Oggi, quell'indicazione politica prende concretezza, lasciando alle spalle la bagarre scatenata nel consiglio comunale leccese e l'aperta contrarietà dell'Ordine degli architetti salentini. Ha prevalso la linea portata avanti dal sindaco di centrodestra Paolo Perrone. Che aveva spiegato: «Ho conoscenze a livello personale con la preside genovese, Benedetta Spadolini, e con alcuni docenti di quel dipartimento». Le polemiche s'erano comunque concluse con l'affidamento diretto del progetto alla facoltà genovese di Architettura. Il tutto era avvenuto senza alcuna gara. Ma era stato avallato dalla Corte dei Conti. Che aveva rassicurato sulla bontà dell'operazione: non era necessario fare la gara. Il perché lo spiegavano gli stessi giudici. Che in una lettera avevano chiarito: «L'attività di ricerca avviene a seguito di un accordo tra gli enti». E l'incarico per la facoltà genovese non va oltre - almeno nella forma - la fase di "ricerca preliminare" per consentire al Comune di elaborare il piano. Il nodo tecnico della polemica è tutto qui: è difficile stabilire fino ad ove arrivi l'opera "preliminare" (che può essere lecitamente affidata a chiunque senza alcuna gara pubblica) e dove inizi la stesura reale del piano. Che al termine dei lavori sarà firmato dagli uffici del Comune leccese. Tutt'altra cosa è la questione "politica" che era partita invece da una questione di opportunità, indicata in consiglio comunale, a Lecce, dall'opposizione di centrosinistra che aveva suggerito legami personali (non solo di conoscenza e stima, ma di affari) tra la preside genovese e alcuni architetti imparentati con il sindaco. Tutto ora è alle spalle, come sottolinea l'architetto Mosé Ricci, da tre anni subentrato a Bruno Gabrielli nella prestigiosa cattedra di urbanistica genovese. «A Lecce non esiste una facoltà di architettura, noi siamo stati semplicemente incaricati di affiancare il Comune nell'opera preliminare di studio e raccolta dati - dice Mosè Ricci - È un incarico che durerà più di un anno e vedrà impegnati quattro docenti e quattro tra ricercatori e borsisti, per un importo complessivo di 240 mila euro». È un affare sicuramente prestigioso ma tutt'altro che ricco. Che vedrà d'ora in avanti gli architetti genovesi impegnati a far la spola tra la Liguria e la Puglia, per raccogliere una massa quanto più possibile ampia di dati. Che comprendono l'assetto proprietario dei terreni («Oggi non sappiamo nemmeno di chi siano»), posizione e struttura delle falde d'acqua, caratteristiche geologiche e morfologiche delle campagne attorno al Comune. «Si partirà dai dati, che allo stato attuale non esistono, per suggerire possibili modelli di sviluppo - spiegano da Genova - Quando avremo finito il lavoro, alcuni giovani ricercatori continueranno ad affiancare l'ufficio comunale per il Piano regolatore che finalmente nascerà». L'obiettivo è disegnare un piano di sviluppo sostenibile, ecologico e sensibile al paesaggio. Per un Comune che, lasciata alle spalle la tradizione agricola, dopo una fase di espansione edilizia frenata dalla crisi, sta cercando la sua strada. vianiilsecoloxix.it