Inchiesta Quadra, la difesa di Ciolli "Nessun favore, risolvevo problemi" Il sindaco, ospite della nostra redazione, illustra la sua strategia di sviluppo della città: entro il 2010 il Piano strutturale Il geometra Benedetti: ero gentile, ma non ho avuto vantaggi né regali Il nuovo piano strutturale comincia da una svolta «anti-Quadra». Martedì la giunta approverà una modifica delle norme tecniche che renderà impossibile abbattere capannoni dismessi e costruire al loro posto palazzi di 6-7 piani come ha fatto per anni la società di progettazione sotto inchiesta. E uno degli annunci più importanti di Matteo Renzi al forum a Repubblica. Bruno Ciolli, 63 anni, già funzionario dellufficio edilizia privata del Comune di Firenze, in pensione dal 2008, è uno dei protagonisti dellinchiesta sulla corsia preferenziale che, secondo la procura, è stata riservata per anni dietro compenso alla Quadra, la società di progettazione fondata dallarchitetto Riccardo Bartoloni e dai geometri Alberto Vinattieri e Alberto Formigli, già capogruppo Pd in Palazzo Vecchio, formalmente fuori dalla società dal 2004 ma per laccusa rimasto sempre socio occulto. I tre professionisti, accusati con Ciolli, con il geometra Giovanni Benedetti (già alledilizia privata) e con lex presidente della commissione urbanistica Anton Giulio Barbaro (Pd), di associazione a delinquere e corruzione, sono stati scarcerati mercoledì dal gip Rosario Lupo, convinto che non vi sia più pericolo di reiterazione dei reati. Ciolli e Benedetti restano al momento agli arresti domiciliari e ieri sono stati ascoltati per ore dai pm Leopoldo De Gregorio e Giuseppina Mione, presenti i rispettivi avvocati Felice Cecchi e Sandro Falciani e gli investigatori della polizia stradale e municipale. Ciolli nega di essersi messo «in stato di sudditanza» rispetto allarchitetto Bartoloni. Sostiene che laccesso informale dei professionisti negli uffici è previsto dalla legge e chiede che vengano depositate tutte le intercettazioni e i filmati, perché così si dimostrerà che Bartoloni non era un privilegiato. Si presenta come colui che «risolveva problemi», una specie di mister Wolf di Pulp Fiction nei terreni minati delle norme edilizie, tuttavia né tenero né arrendevole. «Dovevano sentirlo prima, come avevamo chiesto, così avrebbero capito che le pratiche contestate sono perfettamente regolari», sostiene lavvocato Cecchi. Sembra però che i pm non siano rimasti affatto convinti né dalle sue spiegazioni tecniche, né dalle sue dichiarazioni sullappartamento acquistato con lo sconto alla figlia nel complesso Dalmazia progettato da Bartoloni e costruito da Margheri (del cui procedimento Ciolli era responsabile), sulla pratica del bar preso in affitto dai suoi familiari nellarea ex Fiat a Novoli, sui suoi investimenti in Ucraina (modestissimi, sottolinea lavvocato). Le norme edilizie devono essere proprio un inestricabile garbuglio se anche Giovanni Benedetti, 51 anni, interrogato per tutto il pomeriggio, si è descritto come funzionario gentile ed estremamente disponibile, pronto a «risolvere problemi», specie per i professionisti e gli imprenditori con i quali era legato da rapporti di amicizia. Ammissione inevitabile di fronte alle intercettazioni e ai filmati che lo hanno ritratto mentre sostituiva tavole già depositate e faceva altri simili piaceri. Come già di fronte al gip - al quale fra laltro ha dichiarato che Alberto Formigli si comportava come socio della Quadra, informandosi delle pratiche della società - Benedetti ha negato di essere mai stato compensato. Né denaro, né favori, né regali. Non si sa quanto abbia convinto gli inquirenti. Domani, in ogni caso, lavvocato Falciani chiederà al gip la revoca degli arresti.