Migliaia di edifici di proprietà del Comune da mettere in vendita. Dopo averne cambiato la destinazione d'uso. Ecco il progetto del centrodestra per fare cassa Gianni Alemanno impugna il mattone per fare cassa. Il Comune di Roma si appresta a lanciare un maxi piano per la dismissione degli edifici di sua proprietà attraverso un Fondo immobiliare da vendere a banche e investitori istituzionali. È una delle misure più importanti del Documento di programmazione finanziaria 2010-2012 che la prossima settimana dovrebbe essere discusso in Campidoglio: una mossa che potrebbe avere effetti rilevanti sulle casse comunali e sul mercato della casa nella capitale. Il Dpf spiega che nel Fondo verranno conferiti tutti gli immobili di cui la giunta di centrodestra vuole disfarsi: sia i palazzi di "edilizia residenziale pubblica" sia il "patrimonio immobiliare a reddito", cioè appartamenti e negozi affittati a privati. In teoria, l'operazione dovrebbe garantire liquidità: una volta trasferita la proprietà degli edifici al Fondo, gli investitori compreranno dal Comune le quote della società incaricata di vendere i palazzi. Gli immobili che potrebbero essere ceduti sono circa 36 mila per un valore di almeno 3 miliardi, ma i numeri esatti si conosceranno solo nei prossimi giorni quando sarà divulgata la lista delle dismissioni. Il Campidoglio infatti possiede poco più di 2.500 immobili del patrimonio disponibile (che può essere venduto) mentre ben 33.698 fanno parte dei quello indisponibile che non può essere ceduto perché ha destinazione residenziale pubblica. Per aggirare questo ostacolo, il Documento spiega che il Comune dovrà prima procedere "all'inserimento degli immobili nel Piano delle alienazioni e delle valorizzazioni" poiché così facendo si "determina la classificazione come patrimonio disponibile e ne dispone espressamente la destinazione urbanistica": un passaggio burocratico con un doppio effetto. Il primo è quello di permettere la cessione delle 'case popolari' comunali, finora vincolate. Il secondo, che potrebbe rendere i beni molto appetibili sul mercato, apre alla possibilità di cambiare la destinazione d'uso senza ostacoli. Perché "l'approvazione del Piano da parte del Consiglio comunale costituisce variante dello strumento urbanistico generale (il piano regolatore, ndr)". E il vero vantaggio per Alemanno è che "questa variante", come recita il documento, "non richiede verifiche di conformità agli eventuali strumenti di pianificazione sovraordinata delle provincie e delle regioni". In pratica, il Comune avrà mano libera: se la Provincia, retta dalla giunta di centrosinistra di Nicola Zingaretti, non dovesse essere d'accordo, perderebbe ogni possibilità di opporsi alla manovra, mentre la legge gli riconosce il diritto di pronunciarsi sulle trasformazioni del piano regolatore. Stesso discorso per la Regione. Il Dpf lascia un unico paletto per i casi che "comportano variazioni volumetriche superiori al 10 per cento". Anche qui, però, il limite appare virtuale: grazie al piano Casa approvato ad agosto, in tutto il Lazio gli ampliamenti si possono fare fino al 30 per cento senza autorizzazioni. Non è l'unica operazione immobiliare inclusa nel Dpf. Si prevede anche la creazione di una holding del trasporto pubblico interamente controllata dal Comune in cui saranno conferite Metro, Atac e Trambus che oggi fanno funzionare i mezzi della capitale. Nasceranno due società: Roma Servizi per la Mobilità, responsabile della gestione del traffico, e Patrimonio Srl che metterà in vendita gli immobili non strumentali delle tre aziende di trasporto. E anche qui la lista delle cessioni potrebbe contenere aree molto interessanti per i costruttori.
FINANZA CREATIVA. Immobiliare Alemanno
Il Comune di Roma sta per lanciare un piano per la dismissione di migliaia di edifici di sua proprietà attraverso un Fondo immobiliare da vendere a banche e investitori istituzionali. Il piano è parte del Documento di programmazione finanziaria 2010-2012 e potrebbe avere effetti rilevanti sulle casse comunali e sul mercato della casa nella capitale. Il Comune possiede poco più di 2.500 immobili del patrimonio disponibile, mentre ben 33.698 fanno parte del patrimonio indisponibile. Il piano prevede l'inserimento degli immobili nel Piano delle alienazioni e delle valorizzazioni, che permetterà la cessione delle 'case popolari' comunali e apre alla possibilità di cambiare la destinazione d'uso senza ostacoli.
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