Danni rilevanti, ancora difficili da quantificare. Il Comune ha ordinato la cancellazione delle scritte che hanno deturpato la Terrazza Mascagni. Ma la riuscita dell'intervento dipende dalla profondità raggiunta dalla vernice. Le piastrelle della pavimentazione sono di materiale poroso e c'è il rischio che la terrazza non torni come era. Il sindaco Cosimi: un atto di inciviltà ma contro i vandali le telecamere non servono. Si prova a togliere le scritte spray Intervento difficile, la vernice potrebbe essere penetrata a fondo LO SFREGIO ALLA TERRAZZA Il risultato della ripulitura dipende dalla profondità raggiunta dal colore LIVORNO. Scenografia, gesti e protagonisti paiono usciti da un romanzo di Moccia: la terrazza a mare più bella d'Italia graffiata di scritte d'amore come fosse un gigantesco bacio-perugina. Scritte che saranno cancellate entro una decina di giorni. Costo dell'intervento, meno di 10mila euro. Il sopralluogo effettuato ieri mattina ha evidenziato danni meno gravi di quanto si temeva. La notizia che la terrazza Mascagni è stata deturpata ha fatto il giro dello stivale, generando una scia di sdegno. «I sopralluoghi che ho fatto insieme ai dirigenti degli uffici tecnici del Comune - dice l'assessore alla cultura Mario Tredici - non dicono niente di buono. A colpire è l'estensione dei danni: ad essere interessata è soprattutto la pavimentazione nei pressi dell'acquario e le balaustre. E poi a complicare le cose sono i diversi tipi di vernice spray usati». Ancora bocche cucite sulle cifre che serviranno per il restauro. A Palazzo Civico la palla è passato soprattutto all'ufficio tecnico diretto da Roberto Ceccarini che si è subito attivato per chiedere ad alcune ditte specializzate i preventivi per il ripristino dei danni: «due proposte sono già sul nostro tavolo - spiega Tredici - lunedì ne aspettiamo una terza. A quel punto faremo le nostre valutazioni e i lavori partiranno nei termini più rapidi possibili». L'intervento si preannuncia complesso, ma non difficilissimo: «Non dobbiamo ripristinare i marmi di Michelangelo - sdrammatizza l'assessore - ad aiutarci il fatto che abbiamo a che fare con materiali recenti, visto che la Terrazza è stata restaurata una decina di anni fa». Dal momento dello start alla ditta incaricata, per ripulire pavimentazioni, balaustre e gazebo ci vorranno almeno una decina di giorni. Probabilmente si rientrerà nell'ordine dei diecimila euro, ma è azzardato fare ipotesi. A dirlo è anche un'esperta come Gilda Vigoni, presidentessa della cooperativa Amaranta service che in questi anni ha già collaborato col Comune ai restauri della Terrazza Mascagni dopo i raid dei baby-graffitari. «Difficile quantificare il danno - osserva - anche perché stavolta le scritte sono diffuse in più punti, ogni materiale interessato fa storia a sé. Per il restauro del lapideo ad esempio non ci sono mai soluzioni standard: si tratta di fare prove con diversi solventi per capire qual è il migliore su quella pietra e per quella vernice. Ogni vernice dà i suoi problemi: magari un azzurro viene via subito, un rosso no». Quelli di Amaranta sono già intervenuti recentemente per ripulire la pavimentazione della Terrazza deturpata dagli spray, ieri l'ennesimo sopralluogo: «ma ogni volta è un caso a sé, perché i ragazzi non usano sempre gli stessi prodotti». Ma il risultato è assicurato? La Terrazza tornerà come nuova? «A mio giudizio sì - risponde Vigoni - ma, ripeto, sarà necessario fare diverse prove con solventi diversi: a prima vista le vernici spray non sembrano penetrate a fondo nelle pietre della pavimentazione». Tra i punti più difficili secondo i tecnici di Amaranta ci sono le spallette con relative colonne: «Sono in conglomerato cementizio - avvertono - non è possibile ritingerle: anche lì sarà necessario un solvente oppure sarà necessario grattare superficialmente per portar via la vernice». Quali che siano le cifre che serviranno per ripulire dagli sfregi la Terrazza, il Comune sarà comunque in affanno. Le finanziarie sforbiciano sugli enti locali, i fondi scarseggiano: «per la manutenzione dei monumenti abbiamo ancora in cassa per quest'anno solo 336 euro - chiosa l'assessore Tredici - gli altri fondi dovremo trovarli cercando in altre voci di bilancio». IL SINDACO «A mancare è il senso civico, le telecamere non servono» LIVORNO. No, non aspettatevi a breve una Terrazza Mascagni puntellata di videocamere di sorveglianza stile Fort Knox. Non è questa la linea del sindaco Cosimi all'indomani dell'ennesimo grave sfregio al monumento simbolo della città. «Intendiamoci si può fare tutto - commenta il sindaco - ma bisogna partire dal principio che ci sia per prima cosa la collaborazione dei cittadini». Perché il dato che emerge dopo il raid delle bombolette per Cosimi è soprattutto «la completa mancanza di senso civico». Ieri il sindaco ha fatto un sopralluogo: «non mi sembrano proprio che siano scritte che esprimano manifestazioni ideologiche o disagio sociale: si tratta per lo più di problemi personali di carattere amoroso: perché sfregiare la Terrazza per scrivere "topino mio non ti lascerò mai"?». Si tratta evidentemente della completa «mancanza di rispetto per un patrimonio comune». Altri segnali lo dicono: «basta vedere quanto il Comune spende ogni anno per ripulire la Terrazza dalla quantità enorme di chewingum appiccicati sulla pavimentazione. Eppure ci sono fior di cestini». Ma il sindaco vede anche segnali positivi: «oggi ho incontrato il padre di un giovane restauratore che si è offerto di dare il suo contributo volontario per ripulire la Terrazza. C'è sempre l'altra faccia della medaglia: quelli che la città la vogliono valorizzare e non sfregiare. Su questo bisogna far leva». La videosorveglianza è un sistema che Comune e Questura stanno mettendo in piedi in vari punti delicati della città, non però alla Terrazza. Anche perché i fondi per la sicurezza sono sempre meno. (g.d.m.)
LIVORNO. LO SFREGIO - Terrazza, ora il problema è il restauro
Il Comune di Livorno ha ordinato la cancellazione delle scritte spray sulle piastrelle della Terrazza Mascagni, ma il risultato dell'intervento dipende dalla profondità raggiunta dalla vernice. Il sindaco Cosimi ha affermato che il problema non è la tecnologia, ma la mancanza di senso civico dei cittadini. Il costo dell'intervento è stimato in meno di 10mila euro. Le scritte sono state deturpate con vernice spray, che hanno danneggiato la pavimentazione e le balaustre. Il Comune ha già chiesto preventivi a diverse ditte specializzate per il ripristino dei danni.
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