L'intervista Parla l'assessore all'Agricoltura della Regione Campania Parte dalla drammatica vicenda di Ischia, dove una valanga di fango ha spezzato per sempre la vita della giovane Anna De Felice, la riflessione di Gianfranco Nappi, assessore all'Agricoltura e Pesca con delega ai rapporti con i commissariati, sull'esigenza di puntare con decisione al ruolo del-l'agricoltura anche come strumento di maggior controllo del territorio. «Ogni euro investito in questo settore, raddoppia, se non addirittura triplica il suo valore sottolinea Nappi . Adeguatamente supportata, l'agricoltura può offrire grandi vantaggi al tessuto socio- economico regionale nel suo complesso». In questo senso crede che le politiche attuali siano soddisfacenti? «Sostanzialmente la politica, anche a livello nazionale, ha fatto poco per incentivare questo salto di qualità. L'idea che sino ad oggi ha prevalso è quella di un sistema produttivo legato al passato oggi superato ». Non è così? «Assolutamente no. L'agricoltura ha in se un valore aggiunto, naturalmente servono delle politiche agricole moderne e sostenibili. E, torno a dire che l'agricoltura può rispondere in modo efficace alla domanda di controllo del territorio che oggi è più che mai pressante». Insomma, un volano vero e proprio per lo sviluppo economico, turistico e paesaggistico? «Con investimenti adeguati si può puntare a tutto questo ». Alcuni fondi sono già stati stanziati? «Per le coltivazioni della Penisola Sorrentina e la Costiera Amalfitana, dove occorrono dei terrazzamenti, abbiamo già destinato con il piano per l'agrumicoltura 1.200.000 euro. Ora voglio che lo stesso sia fatto per le isole, prevedendo un contributo per la ristrutturazione dei tradizionali muri a secco». Un nodo cruciale in tema di riforme è quello delle Comunità Montane . Come valuta la proposta del ministro Calderoli di abolire questi enti territoriali? «Credo che sottovaluti profondamente l'utilità del lavoro che queste realtà svolgono ». Un esempio? «Basti pensare alle emergenze incendi che ogni anno drammaticamente si ripropongono. In prima linea ci sono gli uomini delle Comunità Montane, coordinati dalla Regione ». E sulle riforme, crede che ce ne sia bisogno? «Ne sono convinto. Occorre snellire un sistema che si muove oggi a fatica nelle aree di montagna dove si ha la coesistenza di svariate soggettività ». Ognuna però ha una sua specifica funzione, no? «Non è una questione di funzioni ma di coordinamento e intgrazione delle stesse per ottenere il massimo dell'efficienza ed evitare ogni spreco di danaro». Ci fa un esempio? «Partiamo dai Comuni, spesso non hanno le risorse pur essendo in prima linea. Poi ci sono le Comunità Montane che hanno gli uomini ma non le risorse, e ancora, i Parchi Regionali che hanno risorse ma non uomini per realizzare le progettualità». Lei dunque lancia una proposta concreta? «Lancio l'idea di un sistema più snello, sul quale mi auguro si possa aprire un dibattito tra tutte le parti interessate. Propongo un alleggerimento del sistema mediante la nascita di un solo ente istituzionale, ovvero il Parco Comunità». Questo come cambierebbe la situazione attuale? «Ad oggi, in questi territori, tra parchi, comunità e consorzi abbiamo più di trenta soggettività. Potremmo invece ridurre questo numero a undici. Quindi i nove Parchi Regionali più i due nazionali ». Un solo ente quindi? «Si, una soggettività intermedia e virtuosa che sia in grado di racchiudere le diverse competenze». Quali sarebbero gli effetti per i lavoratori? «Relizzare un sistema del genere significherebbe dare futuro e prospettiva ai lavoratori delle Comunità Montane e un profilo di trasparenza e efficienza alle soggettività che operano sul territorio». Raffaele Nespoli
NAPOLI Meno enti, Nappi lancia il Parco Comunità
L'assessore all'Agricoltura della Regione Campania, Gianfranco Nappi, sostiene che l'agricoltura può essere un'arma potente per il controllo del territorio e lo sviluppo economico. Ogni euro investito in questo settore può raddoppiare o addirittura triplicare il suo valore. Tuttavia, Nappi critica le politiche attuali per l'agricoltura, che considera ancora legate al passato e non moderne. Lui propone di aumentare gli investimenti in questo settore e di creare un sistema più efficiente per il controllo del territorio.
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