Intervista «L'opera di Zaha Hadid è quella che ci ha impegnato di più» Emiliano Cerasi, amministratore della Sac A costruire il Maxxi sono state due imprese assolutamente romane: la Sac, Società appalti costruzioni della famiglia Cerasi e l'Italiana costruzioni della famiglia Navarra. Amiche fra di loro, soprattutto la prima si è specializzata nell'innalzare opere dedicate al mondo dell'arte e della cultura. «In effetti siamo dei collezionisti d'arte», spiega l'amministratore delegato della Sac Emiliano Cerasi. Una super specializzazione la vostra? «No, nessuna esclusività, abbiamo varie specializzazioni. Ma devo dire che siamo una famiglia di appassionati d'arte e da sempre impegnati nella cultura. Quindi ci viene naturale e ci fa piacere costruire delle opere significative dal punto di vista architettonico ma che siano anche collegate, anche per il tipo di uso che ne viene fatto, al mondo che ci è più vicino ». Avete ricostruito il teatro Petruzzelli a Bari, quello di Villa Torlonia e il Palazzo delle Esposizioni a Roma: quale sarà la prossima sfida? «Il 'Parco della Musica e della cultura di Firenze'». E qual è l'opera che vi ha impegnato di più? «Direi che si tratta proprio del Maxxi, e soprattutto per il tipo di tecnologie che abbiamo deciso di usare. Per la costruzione è stato scelto un cemento definito a «faccia vista », non ricoperto da alcun tipo di materiale, che però deve risultare liscio e privo di sbavature: l'hanno studiato i massimi esperti di materiali ed è il livello più alto che sia stato raggiunto in questo settore ». C'è qualcosa che sognate di costruire? «Per il momento ci consideriamo molto soddisfatti del risultato raggiunto con il Maxxi: è un progetto di una tale qualità che cambierà anche il turismo a Roma, in quanto sarà rapidamente considerato uno dei musei più avveniristici del mondo. Ma la sua bellezza non ci deve far dimenticare che non è stata per niente un'opera facile da realizzare, anzi si tratta di una struttura estremamente complessa, che è riuscita solo per la passione e l'amore di tutti, non solo delle imprese ma anche di tutte le amministrazioni coinvolte nel progetto». Nessun desiderio? «Sono orgoglioso di essere un costruttore: ma noto con un certo dispiacere che delle imprese si parla solo quando ci sono eventi negativi, mentre quando un edificio ha successo si parla solo dell'architetto. Vorrei che si parlasse anche delle imprese che hanno realizzato quel progetto». L. Gar.